“Non esiste correlazione tra sigaretta elettronica e futuro da fumatore”

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“Effetto gateway? Non direi”.
Lion Shahab, docente presso l’University College di Londra, si mostra scettico rispetto alle ipotesi, sollevate da tanti studi, che indicano nella sigaretta elettronica una sorta di fattore predisponente ad un domani da fumatore.
Non esisterebbe, quindi, a detta del ricercatore una correlazione svapo-“bionde”, quella correlazione che viene indicata dai detrattori del vaping come grande capo d’accusa contro le e-cig.
“Non vi sono certezze, non vi sono prove in tal senso”, afferma ancora Shabab.
“E’ vero che molti studi – insiste il medesimo – hanno sollevato la questione del “gateway”. Ma questi studi si sono limitati ad osservare semplicemente l’insistenza dei tassi di fumo tra gli individui che hanno svapato e tra quelli che non hanno mai svapato.
Tale ricerca di tipo osservazionale non può dimostrare che il primo fattore causi il secondo, solo che le due cose sono correlate”.

“IN DETERMINATI SOGGETTI VI E’ UNA SORTA DI PREDISPOSIZIONE”

Vi potrebbe, quindi, essere – si – una relazione ma non già un rapporto di causa-effetto.
La chiave del discorso probabilmente è un’altra – afferma ancora lo studioso – Potremmo ritenere che in determinati soggetti vi sia una sorta di predisposizione.
Vi sono soggetti che, più degli altri, sono portati a svapare o a fumare perchè, rispetto a questo aspetto, più vulnerabili rispetto ad altri.
Diciamo che alcuni giovani che svapano, molto verosimilmente, se non avessero avuto a disposizione la e-cig avrebbero iniziato a fumare”.

LE RIFLESSIONI DI SHAHAB

Un rapporto di causa-effetto, del resto, tra sigarette elettroniche e futuro da fumatore viene smentito anche dai numeri.
Shahab, al riguardo, richiama i numeri di sondaggio che ha preso in esame la condizione di persone inglesi tra i 16 ed i 24 anni.
In quella fascia di età, in particolare, nell’anno 2013 si è registrato un tasso di svapatori pari al 5 percentuale; tra i fumatori, invece, le percentuali sono calate dal 30% del 2013 al 25% del 2018.
Se effettivamente gli svapatori fossero divenuti, almeno in parte, i fumatori del domani, i tassi dei tabagisti non avrebbero dovuto diminuire ma, piuttosto, aumentare.