No fumo all’aperto, si muove anche Modena

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Modena come Milano. La città romagnola potrebbe presto candidarsi a divenire città “smoking free”.
Come noto, nel Capoluogo lombardo è già in itinere un discorso a livello amministrativo finalizzato a partorire un provvedimento teso a liberare dal fumo alcune zone della città ed alcuni particolari contesti “open air”, quali fermate del bus, dove vi può essere assembramento di persone.

Se a Milano l’iniziativa è stata annunciata dallo stesso sindaco Sala – ancora non concretizzatasi per le note vicende Covid – a Modena, invece, l’istanza parte dalla “base”. Quattro associazioni, in particolare – si tratta di “Federconsumatori”, “Adiconsum”, “Movimento Consumatori” e “Adoc” – hanno inviato una lettera a Gian Carlo Muzzarelli, Presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, chiedendo che la Conferenza medesima emetta un atto di indirizzo in tema di fumo passivo.
Tematica rispetto alla quale, con riferimento agli ambienti aperti, si assisterebbe, secondo le associazioni in questione, “in assenza di una precisa normativa, una eccessiva tolleranza”.

QUATTRO PROPOSTE DALL’ASSOCIAZIONISMO

Al riguardo, come evidenzia “modenatoday”, le associazioni prevedono di adottare quattro misure concrete. Ovvero “istituire il divieto di fumo nelle aree prospicienti gli ingressi degli uffici pubblici e privati, distanziando di almeno 10 metri le aree dove il fumo è possibile, anche per evitare che lo stesso penetri negli ambienti. Prevedere il divieto di fumo negli spazi destinati a spettacoli ed iniziative pubbliche, quali cinema e teatro all’aperto, concerti, conferenze. Prevedere il divieto di fumo, o iniziative per il suo contenimento, negli spazi pubblici (strade, piazze, portici) in occasione di grandi eventi, quali Festival della Filosofia, Notte Bianca, Fiere, Sagre. Prevedere il divieto di fumo nelle aree monumentali delle città a maggior afflusso turistico, a partire dai luoghi dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità”.

Si apre, quindi, un ragionamento sulla opportunità di prevedere, anche in luoghi che non siano circondati da quattro mura, soluzioni anti-fumo. Un ambito in cui gli Enti locali possono fare normativamente la differenza dal momento che la Legge statale non ha previsto disciplina “limitandosi”, come noto, alle sole previsioni in ambienti chiusi come da “Sirchia”