Niente sigarette allo stadio: divieti anche a Sassuolo

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Dopo Milano, divieto di fumo anche negli stadi di una ulteriore città.
E’ Sassuolo, 40.000 abitanti in provincia di Modena, ad avere visto acceso il disco rosso alle sigarette sia al Mapei Stadium, casa della formazione militante in serie a, sia al “Ricci”, struttura di proprietà del locale Ente Comune.
Due complessi, due distinte proprietà, un comune destino “no smoking”.
Il “Mapei”, in particolare, appartiene all’omonima Spa, ed il “Ricci”, come detto, ricade nella titolarità dell’Ente municipale – il “Ricci” ebbe ad ospitare le partite casalinghe dei neroverdi fino all’anno 2008, quello della promozione nella massima serie, prima di divenire la culla della squadra femminile e della Primavera.

STRETTA SIA AL MAPEI SIA AL RICCI

Non sarà più possibile, quindi, concedersi una “classica” in nessuna area di pertinenza delle due strutture: nè sulle gradinate nè tantomeno nei parcheggi .
Un ulteriore passetto che fa scuola verso una “cultura” del divieto di fumo all’aperto.
Sassuolo dopo Milano, quindi.
Con un distinguo.
A Milano, infatti, il “no smoking” sul Meazza si inquadra in un contesto di provvedimenti più ampii che coinvolgono la città nella sua interezza per effetto del “Regolamento sull’aria” entrato in vigore ai principi di quest’anno.
E che ha disposto il divieto di fumare all’aperto anche presso parchi pubblichi, fermate del bus e cimiteri.

DIVIETO LIMITATO SOLO ALLE STRUTTURE SPORTIVE

A Sassuolo, invece, non risultano essere in vigore regolamenti ed ordinanze che disciplinino l’uso della sigaretta se non all’interno delle due strutture sportive.
Passo dopo passo, tuttavia, pare rafforzarsi la coscienza ed il comune sentimento di stringere anche in contesti all’aperto sull’uso della sigaretta classica.
Procedendosi di gran passo verso la svolta di una “Sirchia 2.0”
Più o meno grandi città, litorali stanno progressivamente introducendo le particolari limitazioni: i tempi per una legislazione nazionale che sia ad ampio respiro sulla questione paiono essere maturi.
Una legislazione che, tuttavia, non può avere le forme del disegno Auddino, progetto normativo che appiattisce in modo insensato fumo e svapo.
Un appiattimento che non si ritrova nella attuale consuetudine degli Enti locali dal momento che quelli che lo hanno fatto hanno previsto limitazioni solo per quel che riguarda l’uso delle “classiche” non toccando in alcun modo la sfera del vaping.
Laddove, invece, nei programmi della Auddino vi è l’intento di vietare tutto in modo trasversale: bionde ed e-cig.