Negozi sigarette elettroniche: mezzo dietrofront sull’obbligo Green pass

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Sono un po’ le contraddizioni tutte italiane e verrebbe quasi da dire: tanto rumore per nulla.
Tra i tanti dibattiti delle ultime settimane, vi è stato anche quello relativo all’obbligo di Green pass, meglio dirsi quello relativo ai negozi che avrebbero dovuto, o meno, pretendere la particolare certificazione verde per l’accesso.
Dopo giorni di trattative e posizioni confliggenti all’interno dello stesso Governo Draghi, si è arrivati, in data 24 Gennaio, alla emanazione di un nuovo Decreto Presidenza Consiglio dei Ministri che, integrando quello già partorito ad inizio del corrente mese, era andato ad indicare un elenco di esercizi presso i quali i clienti avrebbero dovuto accedere esclusivamente tramite la esibizione del Green pass – anche di quello versione base che si ottiene con il semplice tampone negativo.

LA FAQ GOVERNATIVA

Ebbene, sì diceva, dopo tanto ipotizzare e confronto/scontro, dopo tanto chiacchiericcio, era stato stabilito che anche i clienti dei tabacchi e dei negozi di sigarette elettroniche dovessero pretendere il famoso lasciapassare sanitario con il proprietario gravato dall’obbligo di chiederne l’esibizione a ciascun cliente all’atto dell’arrivo.
Ora, però, vi è una sorta di mezzo passo indietro.
Suona così, in effetti, il contenuto di una risposta data da Palazzo Chigi nella sezione Faq del sito del Governo.
Ad una precisa domanda che recita “I titolari degli esercizi commerciali diversi da quelli che soddisfano le esigenze alimentari, mediche e di prima necessità ai sensi del Dpcm 24 gennaio 2022, devono assicurare i controlli del green pass all’ingresso?” è venuta la seguente risposta “No. I titolari degli esercizi per i quali è richiesto il green pass base non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del green pass base all’ingresso, ma possono svolgerli a campione successivamente all’ingresso della clientela nei locali”.

ESERCENTI ALLEGGERITI DA CAPILLARE RETE CONTROLLI

Traducendo in soldoni: i proprietari dei negozi di sigarette elettroniche o i commessi, per rimanere alla nostra fattispecie merceologica, non sono obbligati a chiedere il greenpass a ciascuno dei propri clienti all’atto dell’ingresso.
Vale a dirsi che non sono tenuti a fare un controllo capillare sempre e comunque su tutte persone che fanno accesso alle attività ma, se vorranno, potranno in modo campionario far richiesta del Green pass solo ad alcune di esse e solo nel momento in cui già si trovano all’interno del negozio.
Ovviamente, l’obbligo per il cliente resta ma si alleggerisce sensibilmente l’onere in capo all’esercente sfumandosi, per così dire, la portata dell’obbligo medesimo.