Negozi sigarette elettroniche, cala il numero degli esercizi

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In quale parte di Italia vi è una maggiore concentrazione di negozi di sigarette elettroniche?
Svapo Magazine ha voluto approfondire il dato prendendo in esame i cosiddetti esercizi di vicinato “scoprendo” densità molto distinte tra una parte e l’altra dello Stivale.
In numeri assoluti, la ragione che presenta una maggiore incidenza di “store” di sigarette elettroniche è la Lombardia (ben 441) mentre quelle che ne presentano minore sono Molise e Valle d’Aosta, rispettivamente con sette e tre.

LA PIU’ BASSA DENSITA’ IN MOLISE

Ovviamente, risulta chiaro come una stima più corretta sia quella che tenga conto della cosiddetta densità e che, cioè, ponga in rapporto il numero degli abitanti della singola regione con quello dei vari esercizi.
La prima piazza per l’Abruzzo (76 negozi) che equivalgono ad uno ogni 17.263 residenti.
Quindi Marche (82) con 1:18.309.
A seguire Campania (291) per un rapporto di 1:19.938; Lazio (257), 1:20.508; Sicilia (232), 1:20.865; Veneto (223), 1:21.759; Puglia (178), 1:22.061; Piemonte (190), 1:22.490; Lombardia (1:22.675) Friuli Venezia Giulia (53), 1:22.617; Toscana (145), 1:25.298; Calabria (72), 1:27.041.

SOGGETTI AUTORIZZATI, IN SEI MESI -4,85%

Proseguendo nella graduatoria, rinveniamo Sardegna (59), 1:27.088; Basilicata (20), 1:27.378; Liguria (48), 1:31.454; Umbria (24), 1:36.042; Trentino (28), 1:38.516.
Le regioni, per concludere, che hanno una minore “densità” di negozi vaping sono Emilia Romagna (112 stores che si traducono in una proporzione di 1:39.692), Valle D’Aosta (3), 1:41.298 e Molise (7), 1:42.363
Complessivamente, in Italia, alla data dello scorso 30 Giugno, vi sono 2.489 soggetti autorizzati, numero in calo rispetto a quello al 31 Dicembre 2020 che corrispondeva, invece, a 2.616.
La flessione, che si quantifica in una percentuale del 4,85%, si inquadra, tuttavia, in una ottica di generale affanno del mercato che ha investito tutti i settori merceologici.
E che, come chiaro, è strettamente collegato alla emergenza economico-sanitaria, in questo caso più economica che sanitaria, da Covid.