Morto per e-cig, Autorità sanitarie Usa frenano

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La frittata fondamentalmente è stata fatta. La questione relativa alla pseudo epidemia da sigaretta elettronica, quanto meno rispetto al punto della comunicazione, palesa una gestione disastrosa e dilettantistica da parte delle Autorità sanitarie americane.

Che hanno finito per demonizzare affrettatamente le sigarette elettroniche. Accusandole di essere, altrettanto genericamente, la causa delle malattie polmonari che hanno portato in ospedale decine di giovani negli Usa. E non considerando la possibilità, invece, che alla base degli eventi potessero esservi comportamenti impropri da parte dei consumatori stessi (ovvero l’uso di miscele fai-da-te, extra commercio). Circostanza, questa, che farebbe della sigaretta elettronica una sorta di incolpevole veicolo “innocente”.

Ebbene, a distanza di qualche giorno dal polverone, la “Food and Drug Administration”, unitamente ai Centri “per il controllo e la prevenzione delle malattie”, tutti Organi della Sanità Usa, sono ufficialmente intervenuti, attraverso tanto di nota ufficiale, per una analisi della vicenda. Più che in modo spontaneo, alla luce della indignata reazione avutasi da più parti.

La relazione indica, alla data del 27 agosto, “215 possibili casi da 25 Stati” di malattie polmonari “e-cig-collegate”. Fatta una disamina sui sintomi (molto vari) segnalati (difficoltà respiratoria, respiro corto e/o dolore toracico, malattie gastrointestinali da lievi a moderate tra cui vomito e diarrea, febbre, affaticamento) si precisa.

“Anche se i casi sembrano simili, non è chiaro se questi casi abbiano una causa comune o se si tratti di malattie diverse con presentazioni simili, motivo per cui la nostra indagine in corso è fondamentale”. E già questo dato è indicativo. Ma non è tutto.

“Il Cdc sta aiutando gli Stati coinvolti a indagare se le malattie si colleghino a dispositivi specifici, ingredienti o contaminanti nei dispositivi. O, ancora, a sostanze associate all’uso del prodotto di sigaretta elettronica. Sono necessarie ulteriori informazioni per comprendere meglio se esiste una relazione tra prodotti o sostanze specifici e le malattie segnalate. Al momento, non sembra esserci un prodotto che accomuna tutti i casi, sebbene l’uso di THC e cannabinoidi si segnali in molti casi. Non abbiamo nozione delle sostanze specifiche che compongono i prodotti per sigarette elettroniche e che potrebbero causare malattie. Continuiamo a raccogliere informazioni – ancora gli Organi Usa nel loro report – sui nomi dei prodotti. Sui luoghi di acquisto e sulle modalità di utilizzo. Tali informazioni sono fondamentali per aiutare a determinare se emergono schemi sui quali possiamo intraprendere ulteriori azioni”.

Quindi la raccomandazione principale, quella che avvicina anche gli americani, sebbene tardivamente, alle ipotesi che, sulla vicenda, gli esperti europei hanno da subito formulato.

“Chiunque utilizzi prodotti per sigarette elettroniche non deve acquistare questi prodotti per strada e non deve modificare i prodotti per sigarette elettroniche o aggiungere sostanze a questi prodotti al di la delle indicazioni del produttore”. Traduciamo: hai due fette di pane col salame nel mezzo.

Se levi il salame e metti in mezzo al pane due fogli di giornale e ti mangi beatamente il tutto… Quando ti sentirai male, potrai dire che la colpa sia delle fette di pane? O di quello che, fuori da ogni schema del buon senso, ci hai ficcato all’interno? Chiaro?