Modello Nuova Zelanda: crollo nei consumi di sigarette grazie al vaping

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Basterebbe solo guardare altrove. E fare tesoro delle esperienze altrui.
Liberi da preconcetti, senza arroccarsi nel castello delle proprie certezze…
In Nuova Zelanda stanno abbattendo le vendite e, di conseguenza, il consumo di sigarette grazie a precise politiche statali che stanno indicando ai fumatori desiderosi di abbandonare il vizio le opportunità insite nel vaping.
Sono ben 410 milioni le sigarette che sono state vendute in meno, nel Paese oceanico, in appena due anni.
L’approfondimento è stato condotto da “End smoking NZ” ed ha preso in esame i consumi registratisi nell’anno 2019 rapportandoli a quelli di due anni prima.
Ebbene, la comparazione ha prodotto risultati chiari, inequivocabili: il crollo del mercato tabagista è stato, praticamente, verticale.
Un caso, mera coincidenza?
Probabilmente no. Anzi, certamente no.
In Nuova Zelanda, infatti, lo stesso Ministero della Salute ha lanciato l’iniziativa “Quit strong”.
Si tratta, cioè, di un sito internet attraverso il quale i consumatori potranno reperire preziose informazioni e riferimenti per quel che riguarda il vaping, “via” che viene proposta tra le possibili opzioni in chiave anti-fumo.
Vale a dirsi, sappiate che c’è anche la sigaretta elettronica.
E già questo è un riconoscimento istituzionale significativo.
Esattamente quello che manca in Italia.
Intanto, se è vero, da una parte, che il Governo neozelandese riconosce la possibilità-svapo, non si assiste, dall’altra, ad un permissivismo totale.
In elaborazione una norma che, infatti, andrebbe a stringere sui luoghi dove non è possibile concedersi la sigaretta elettronicha.

MA NEI LUOGHI PUBBLICI E’ STRETTA: DOVE NON SI PUO’ FUMARE, NON SI POTRA’ NEPPURE SVAPARE

Come fa presente Aotearoa Vapers Community Advocacy, la futura normativa andrebbe ad equiparare il fumo alla sigaretta elettronica.
Il principio è semplice: dove non si può fumare, non si potrà neppure svapare.
Centri commerciali, scuole e asili.
Ma anche mezzi di trasporto quali autobus, treni, taxi, aree di attesa per i passeggeri.
Ma anche luoghi di intrattenimento quali casinò e ristoranti verrebbero risucchiati dalla nuova disciplina.
Da Avca, ovviamente, si esprime preoccupazione a fronte di una eventuale assimilazione tra lo svapo ed il fumo “Lo svapo dovrebbe essere rispettato in quanto metodo da praticare per smettere di fumare. 
Purtroppo, con queste nuove regole non si fa che inviare un messaggio sbagliato alla Comunità”.

Dal sodalizio, tuttavia, si sottolinea anche come la nascente norma preveda la possibilità di allestire nei luoghi di lavoro, ma anche in altri contesti, quali cliniche, aree dedicate al vaping.
“In particolare auspichiamo che i datori di lavoro si adeguino a questa prescrizione non ostacolando e salvaguardando quello che è un diritto di chi ha optato per questa alternativa”