Misure anti-Covid: in Giordania niente sigarette, e-cig e narghilè

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La prima volta della Giordania.
Laddove non ha potuto il motivo religioso, ha potuto il Coronavirus. Sebbene su basi scientifiche molto traballanti.

Ebbene, nello Stato arabo è scattato il divieto di fare uso di sigarette, svapo e narghilè in spazi pubblici al chiuso.
Si tratta di una soluzione assolutamente rivoluzionaria considerando soprattutto la diffusione entro la società del narghilè, ovvero la cosiddetta sigaretta ad acqua.
La “ratio” del provvedimento vive nella necessità di frenare la diffusione del contagio da Coronavirus.
Come prima detto, ciò su basi scientifiche che non sono molto solide. In ispecie considerandosi come il vapore della sigaretta elettronica contenga quasi esclusivamente liquidi e solo in una percentuale estremamente minima saliva e, quindi, potenzialmente, virus.
Nessun genere di fumo, quindi, sarà ammesso nei luoghi pubblici: il Paese in questione presenta, oggi, 1147 casi accertati di Covid+ con appena dieci decessi – che è percentuale decisamente più bassa rispetto a quella mondiale, sebbene è da capire quale metodica si stia utilizzando nel calcolo.

IL DIVIETO DI FUMO E’ GIA’ IN VIGORE DAL 2008

Al netto di queste valutazioni, tuttavia, resta la ferma volontà di arginare la diffusione dell’epidemia in un contesto dove ancora vige, tra le ore 24 e le ore 6 del mattino, una sorta di coprifuoco.
Una vera e propria rivoluzione, in ogni caso, in terra giordana: se la sigaretta, infatti, era bandita, nel relativo uso, nei luoghi pubblici (sia all’aperto, sia al chiuso) già dall’anno 2000, per narghilè e svapo – con la prima nettamente più incidente – invece, è una prima assoluta.
Questi due dispositivi, però, resteranno gravati dal disco rosso solo negli spazi chiusi mentre potranno essere utilizzati in quelli aperti. Per quel che riguarda le sigarette, invece, le stesse, di fatto, possono essere utilizzate, già da ben dodici anni, esclusivamente in aree private.
Questo, tuttavia, quanto vive a livello normativo dal momento che, nella pratica, sembra resistere un diffuso mancato rispetto della norma.
Ed, in effetti, la previsione legislativa non ha consentito di abbattere i consumi se è vero come i tassi di fumo restino a livelli importantissimi