Mississipi, minori di 21 anni: fino a 500 dollari di multa se fumi o svapi

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Attenzione, attenzione.
Nel Mississipi, Stato Usa, chi, minore di 21 anni, verrà beccato con una sigaretta, classica o elettronica che sia, rischia di buscarsi (almeno) 15 ore di servizi sociali.
E’ questa parte di un più ampio disegno di legge che è prossimo ad entrare in vigore.
Non siamo – certo – al cospetto di situazioni paradossali ed estreme come quella thailandese, dove “bionde” ed “e-cig” possono spedirti dritto dritto in carcere.
Ma, in ogni caso, di una sanzione che, in ambito di mondo occidentale, si presenta come tra le più “toste”.

In ogni caso, il Mississipi non farà altro che procedere a conformare la legge interna a quella federale che già prevede simili disposizioni relativamente all’età minima anagrafica.
Nel dettaglio, qualora un giovane di età inferiore ai ventuno anni venisse beccato con un prodotto al tabacco o con uno “alternativo” alla nicotina, buscherebbe 100 dollari di multa e, come detto, fino a 15 ore di servizi sociali.
In caso di recidiva, invece, la multa lieviterebbe a quota 300 dollari e a 25 ore di servizi da rendere alla comunità.
Le ore diverrebbero, però, 40 in caso di terza infrazione e la multa salirebbe a 500 dollari.

SANZIONI ANCHE PER LE ATTIVITA’ COMMERCIALI

Una bella stangatina, quindi, per disincentivare i più giovani da fumo o svapo che sia.
Ma non è solo l’acquirente a rischiare.
Anche il venditore che contravvenisse a questi paletti dovrebbe fare i conti con la Giustizia. Le sanzioni andranno, una volta a vigore la disposizione, dalla sospensione fino alla revoca dei permessi di vendita dei prodotti.
A ciò si sommerebbe anche una sanzione di 1000 dollari, qualora si venisse colti in fallo per la terza volta, mentre l’attuale pena pecuniaria è pari a 100 euro.
Disciplina severa, quindi, per la fascia under 21.
Guardando alla popolazione generale, invece, non si assiste, in tema di fumo di sigarette, a previsioni parimenti stringenti.
All’interno dei mezzi pubblici di trasporto, ad esempio, non sussiste divieto alcuno – in via generale – di accendersi una “bionda”, sempre che il gestore del servizio non “stringa” disponendo diversamente.
Simile discorso per tutti quei luoghi aperti al pubblico che non siano governativi.