Miracolo Giappone, le alternative fanno crollare il mercato delle sigarette

0

Le alternative a minor danno ed il miracolo Giappone.
Ebbene si, è un vero e proprio prodigio quello che si sta avendo nel grosso Stato del Sol Levante dove, ormai, le sigarette sono in picchiata, come vendite e consumi.
Gli ultimi dati disponibili sono incredibilmente eloquenti.
Nel corso dell’anno 2021, infatti, il business delle bionde è crollato nella misura dell’8,2 percentuale.
E se si allarga il raggio di osservazione a più anni, ci si rende conto di come il trend in discesa sia costante quanto importante.
Dal 2016 al 2021, in particolare, ovvero nell’arco di appena un quinquennio, il calo delle vendite è stato pari al 42%.

DAL 2016 IL BOOM NEL MERCATO INTERNO DI E-CIG E RISCALDATO

Guarda caso, il 2016 è stato l’anno che ha assistito all’ingresso prepotente nel mercato nipponico, con un vero e proprio boom, delle sigarette elettroniche e del tabacco riscaldato.
Innegabile che vi possa essere un nesso di causalità tra il boom delle alternative e la parabola discendente delle bionde.
E gli esperti parlano chiaramente, ormai, di un modello Giappone.
Perchè questo modello, ci si chiede, al pari di altri virtuosi come quello del Regno Unito, non può essere esportato in altri contesti dove la piaga fumo continua a macinare morbilità e mortalità?
Domanda da un milione di dollari, come si suol dire.
A proposito di morbilità: a partire dal 2017, infatti, si sta registrando in terra nipponica – non si dimentichi, ben 125 milioni di abitanti – una incidenza sempre minore di patologie che sono strettamente correlate alla dipendenza dal tabacco.

UGUALI TREND ANCHE IN COREA DEL SUD

Su tutte la cosidetta Bpco, acronimo di Broncopneumopatia cronico ostruttiva, affezione a carico delle vie respiratorie, estremamente invalidante, che va a braccetto con il tabacco combusto come il cacio ci va con i maccheroni.
In particolare, a far data dal 2017, come detto, i ricoveri legati alla Bpco sono sensibilmente diminuiti, anche in questo caso con un andamento che è costante anno per anno.
Simile discorso anche per i ricoveri legati alla cardiopatia ischemica.
Ed anche nella vicina Corea del Sud, che pure ha aperto le porte a riscaldato ed e-cig, con una legislazione tutt’altro che persecutoria, si stanno ottenendo simili riscontri “sanitari”.
Alternative, why not?