Minori e sigarette: il paradosso del distributore automatico

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Si fanno le leggi. Ma, similmente, si lascia, spesso (e anche volentieri?) un piccolo pertugio aperto che consente di aggirare le leggi stesse. Un esempio eclatante, in tal senso, è quello dato – come spiegano dal portale “La legge per tutti” – dal triangolo minori-distributore-sigarette.

Gli under 18, punto di partenza, sono legislativamente “impediti” ad acquistare sigarette (anche nella versione sigaretta elettronica) e, allo stesso tempo, anche i rivenditori sono gravati, in linea generale, da importanti sanzioni nel caso venissero “pizzicati” a cedere i prodotti in questione ad un ragazzino. Ma, come vedremo, vi è un caso nel quale, se si becca un minorenne fare questo genere di acquisti, nessuno sarebbe fatto oggetto di sanzioni. Nè chi compra, nè chi vende.

Passo indietro. Nelle rivendite, il titolare di un negozio deve richiedere un documento di identità alla persona che ha dinanzi a se se non ha la certezza che questa sia maggiorenne. Casomai omettesse questo passaggio, rischierebbe una sanzione pecuniaria compresa tra 500 e 3000 euro e, inoltre, la sospensione dell’attività per un periodo di 15 giorni.

In caso di “recidiva”, il negoziante rischierebbe davvero grosso: oltre all’ammenda, che questa volta andrebbe a ricadere in una forbice pecuniariamente più elevata (fino ad 8.000 euro), si profila anche la revoca della licenza. E scusate se è poco.

IL LETTORE DELL’ “AUTOMATICO” METTE IL VENDITORE A RIPARO DA OGNI CONSEGUENZA

Ma poi c’è il distributore. Che è un po’ una via di fuga che lascia tutti indenni. Come sappiamo, i distributori automatici devono essere dotati di lettori in grado di accertare la maggiore età dell’acquirente.

E a tale passaggio si assolve mediante la introduzione nei lettori di un codice fiscale. Ma, come tutti ben sanno, il minorenne che vuole far acquisto di sigarette può dotarsi “tranquillamente” della tessera sanitaria di un qualche amico maggiorenne ed aggirare il paletto.

Quali le sanzioni, in siffatto caso? Nulla in capo al titolare dell’esercizio commerciale che ha risposto all’obbligo di posizionare, come detto, distributori “intelligenti”.

E l’under 18 che fosse beccato ad usare la tessera sanitaria altrui, al fine di comprare tabacco, liquidi o sigarette elettroniche, a quale sanzione andrebbe incontro? A nessuna, assolutamente a nessuna.

La norma, infatti, non prevede, rispetto a questa fattispecie, ammenda alcuna. Quindi: il minorenne ha acquistato beatamente le sigarette, il negoziante non rischia nulla. Ed il giovane, anch’egli “pulito”, si gode trionfante il suo vizio. Fatta le legge, fatto l’inganno.