Ministro svapa in Parlamento: sanzionato

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Alla fine non l’ha fatta franca. Il Ministro degli Affari esteri della Malesia, Hishammuddin Hussein, che era stato beccato a svapare durante una seduta del Parlamento, ha dovuto mettere mano alla tasca e pagare la annessa sanzione.
Connessa, appunto, al fatto di avere fatto utilizzo di sigaretta elettronica in un luogo pubblico al chiuso. Quale, appunto, il Parlamento.
Una fattispecie che è severamente vietata dalla normativa nazionale.
E diciamo che ad Hussein le cose sono andate anche benone dal momento che la già menzionata normativa nazionale prevede anche la possibilità-carcere, fino a due anni per l’esattezza, in risposta al medesimo illecito.

Il Ministro, in particolare, mentre un collega di Esecutivo era impegnato a relazionare all’Assemblea, era stata colto dai fotografi, con fare furtivo, nell’atto di infilare sotto la mascherina protettiva anti-Covid la propria amata e-cig.
Complice della particolare operazione anche un giornale, che ne teneva parata parzialmente occultata la persona. O, almeno, così credeva.
La scenetta, infatti, è stata puntualmente “intercettata” dai media. E le immagini, uscite all’esterno, hanno portato l’esponente del Governo a produrre pubbliche scuse culminate in tanto di umiliante “non lo faccio più”.

Ora, però, anche la sanzione che, secondo indiscrezioni, sarebbe arrivata al corrispondente di 119 dollari.
Come detto, qualcosa di estremamente irrisorio specie se rapportato al concreto rischio di gattabuia connesso alla violazione della prescrizione.

ALL’ORIZZONTE IPOTESI DIVIETO SVAPO ASSOLUTO

La Malesia mantiene una posizione molto tosta nei confronti del settore svapo.
Posizione che si concretizza attorno ad una legislazione che, entrata in vigore nel 2019, impedisce, come detto, in via del tutto assoluta, di svapare in spazi pubblici al chiuso.
Con ciò equiparando la disciplina di sigarette classiche ed ecig.
Tuttavia, le politiche rispetto allo svapo potrebbe addirittura inasprirsi.
Non molto tempo addietro, infatti, il Ministro della Sanità, Dzulkefly Ahmad, aveva paventato la possibilità di adottare un divieto totale di svapo. 
Ovvero da estendere anche ai luoghi all’aperto. 

“È necessario uno studio dettagliato per esaminare la necessità di imporre un divieto totale sulla vendita di sigarette elettroniche e vapori”, ha affermato al riguardo il medesimo. Aggiungendo anche come il Ministero avesse istituito un comitato per esaminare la questione.
Per il momento, tuttavia, rispetto a questo versante, non giungono ancora novità.

L’atteggiamento proibizionistico in tema di sigarette elettroniche, proseguendo, potrebbe essere una delle principali concause dell’alto tasso di fumatori che si registra nel Paese asiatico.
Circa il 25% della popolazione della Malesia, infatti, fuma. E non è una coincidenza che queste significative incidenze si rinvengano laddove il principio della riduzione del danno è maggiormente tenue se non del tutto assente