Ministero Salute: fumo gravidanza principale causa morte in culla

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Ricerche assolutamente accreditate lo avevano già chiarito: il fumo in gravidanza è la principale causa della “Sudden infant death sindrome”. Ovvero, la morte in culla del lattante.

Lo aveva, come detto, già sottolineato un team di ricercatori del Bambin Gesù di Roma. Ora, a certificare questo dato – condendolo, quindi, di ulteriore contegno istituzionale – è stato il Ministero della Salute.

La morte in culla è un evento drammatico che, non riconducibile ad una particolare patologia, colpisce un “tot” numero di piccoli di età compresa tra i pochi giorni di vita e l’anno di età, sebbene con un picco tra i due ed i quattro mesi. Un evento che, come da dati italiani 2011, avrebbe riguardato circa un nuovo nato ogni 2000.

L’eziologia, come detto, non è chiara ma vi sono alcuni fattori di rischio noti. Tra questi una posizione del sonno errata – ovvero porre il bimbo a pancia sotto o di lato, laddove quella giusta sarebbe porre il piccolo a schiena poggiata sul materasso con il pancino all’aria – l’essere nati prematuri ma anche l’eccessivo uso di coperte e di abbigliamento. Tuttavia, come “conclamato” anche dal Ministero della Salute, la causa principe sembra essere quella del fumo in gravidanza della mamma e quello nella fase neonatale.

Oltre a questo esito drammatico, il fumo può determinare altri inconvenienti tutt’altro che trascurabili. E qui si spazia dal basso peso alla nascita ad una ridotta funzionalità respiratoria. L’asma, inoltre, malattia cronica maggiormente comune nei prima infanzia, è più facilmente riscontrabile tra i bambini con genitore/i fumatore/i.

Ma anche una maggiore probabilità, sempre con riferimento all’età pediatrica e sempre come annottato dal Ministero a guida Speranza, di otite media acuta e cronica con un eccesso di rischio che va dal 20% al 40%. Il fumo, in definitiva, era e resta la grande emergenza sociale. La principale causa di morte in seno al nostro territorio nazionale – e non solo.

ALCOL, HIV, DROGA, OMICIDI E INCIDENTI: TUTTI INSIEME NON ARRIVANO AI MORTI DEL FUMO E ROCCO HO SBAGLIATO

Un dato eloquente e drammatico a confermarlo: le sigarette, infatti, causano, ogni anno, sono dati Oms, più morti di Hiv, alcolismo, consumo di droghe, incidenti stradali, altre cause violente – omicidi e suicidi inclusi. Tutte queste ultime emergenze citate, di varia natura e di varia matrice – avete compreso bene – messe insieme non arrivano a “fare” gli stessi decessi del fumo. Si comprende bene, quindi, quale sia la vera emergenza sociale dell’Italia, dell’Europa e dell’intera Pianeta.

E quanto sarebbe opportuno e consigliabile tentare tutte le strade, sebbene anche in mancanza di dati scientifici definitivi, (si pensi all’opzione svapo) che hanno già dimostrato, come da prime evidenze, di poter – in ottica di una logica del minor danno – abbattere in modo importante (il Public Health inglese sostiene fino al 95 percentuale) il danno a carico della salute umana.