Milleproroghe, sigarette elettroniche: resta in campo solo emendamento Lega, Pd rinuncia

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Sigarette elettroniche ed aumenti fiscali, resta in campo solo l’emendamento Lega.
Con il Partito Democratico che, in un certo senso, si “disimpegna”.
Sono queste le indiscrezioni che arrivano da ambienti prossimi alla Camera dei Deputati quando siamo ormai approdati all’antivigilia dello “start” del voto sugli emendamenti al Milleproroghe.
Come già raccontato dalla nostra testata, la Commissione congiunta Affari costituzionali-Bilancio di Montecitorio è chiamata a vagliare il corposo numero di proposte giunte dai partiti in modifica all’impalcatura del documento principale.

L’UNICO SEGNALATO E CHE SARA’ POSTO AL VOTO E’ QUELLO A PRIMA FIRMA BITONCI

In particolare, erano tre gli emendamenti, inerenti il settore svapo, che erano stati presentati alla valutazione delle Commissioni della Camera dei Deputati.
Due di essi, il 3.103 (a prima firma il piddino Buratti) e il 3.054 (primo firmatario il leghista Bitonci), erano di fatto gemelli con ad oggetto il differimento di un anno dei rincari previsti dalla Manovra di fine 2020 su tabacco riscaldato e sigarette elettroniche.
E poi v’era un ulteriore emendamento (il 3.104, sempre a prima firma Buratti e sempre a beneficio di e-cig e riscaldato) che pure aveva ad oggetto il differimento di un anno dei ben noti “scatti fiscali” individuando, però, diversamente dagli altri due, la copertura finanziaria in un giro di vite da azionarsi sulle sigarette tradizionali.
Ebbene, si diceva: entrambi gli emendamenti a firma Buratti non sarebbero stati segnalati dal Gruppo.

IN CASO DI APPROVAZIONE SI TORNEREBBE ALLA FISCALITA’ DI INIZIO 2021

Significa che, pur essendo stati depositati e ammessi al vaglio della Commissione, non saranno posti al voto – in un certo senso è come se il proponente avesse rinunciato alla iniziativa.
Resta in campo, quindi, solo l’emendamento Bitonci, l’unico, appunto, ad essere stato segnalato.
E tutte la sono appese le speranze del settore e-cig e quelle del riscaldato.
Dovesse passare, come già più volte esposto, l’iniziativa leghista si tornerebbe alla fiscalità di inizio 2021, decisamente meno pesante rispetto a quella oggi in essere.
Giovedi al via il voto sugli emendamenti, fase che dovrebbe protrarsi anche a quella di venerdi.