Milano, Alimentari vende sigarette elettroniche rubate: denunciato

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Vendeva sigarette elettroniche pur non avendo la licenza per farlo, stante la tipologia della sua attività.
Per queste motivazioni, è stato denunciato un uomo marocchino di 43 anni.
Lo stesso, in particolare, è stato pizzicato mentre deteneva all’interno della propria attività commerciale, sita in via Polesine, tra pacchi di pasta, pane e pelati, due laptop, sedici smartphone, sei tablet, tre powerbank, cinque cuffie con microfono, 45 confezioni di sigarette elettroniche, 55 liquidi per sigarette elettroniche e 279 atomizzatori per sigarette elettroniche.

OPERAZIONE POLIZIA- VIGILI

Lo riferisce l’Agenzia di stampa nazionale Ansa.
Ad operare sono state le Forze dell’Ordine nel contesto di consueti controlli attivati sul territorio.
In capo al nordafricano, che sarebbe già gravato da precedenti, è giunta sanzione di tipo amministrativo per aver venduto tipologia di merce che esula da quella consentita dalla licenza di cui è titolare.
Si ricorda, infatti, come, tanto più alla luce delle recenti nuove disposizioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il materiale afferente il settore vaping deve essere necessariamente venduto presso esercizi, censiti dall’Agenzia fiscale previa una articolata attività autorizzativa, che espongono all’esterno dei negozi medesimi il contrassegno, apposto su tanto di tabella, del Monopolio dello Stato.

DENUNCIA PER RICETTAZIONE

Oltre a questa tipologia di sanzione, in capo all’esercente è scattata anche la denuncia per ricettazione, ex articolo 648 del Codice penale.
Come da approfondimento condotto dalle Forze di Polizia intervenute – gli operanti sono stati agenti della Questura di Milano unitamente a quelli del Comando della locale Polizia municipale – si è potuto concludere come il commerciante stesse vendendo prodotti rubati, ivi comprese le sigarette elettroniche e i liquidi annessi.
Non è stato reso noto, tuttavia, quale sia l’esercizio fatto precedentemente oggetto del furto.
Anche l’episodio di Milano certifica come esista un mercato parallelo del vaping, tra articoli ricettati e di contrabbando, rispetto al quale non vige certezza alcuna in fatto di sicurezza e di tutela del consumatore.