Messico, il Governo cala il divieto di vendere sigarette elettroniche

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Male ma molto male.
In Messico non sono tempi felici per gli svapatori.
Ebbene si perchè, da Martedi scorso, è entrato in vigore il divieto di vendere, presso le attività commerciali ricadenti nel territorio nazionale, prodotti dello svapo.
Lo ha stabilito un decreto sottoscritto direttamente dal Presidente Andrés Manuel López Obrador.
Niente hardware, niente e-liquid: nulla di nulla.
Si complicano maledettamente le cose per gli svapatori dello Stato americano che, ora, non avranno alternative – se vogliono rimanere nella legalità – che procurarsi i prodotti attraverso il canale degli acquisti on line.
Ovviamente presso rivenditori allocati all’Estero.

GIA’ IN VIGORE DIVIETO DI IMPORT DAL 2021

Non si dimentichi, infatti, come già dal mese di Ottobre del 2021 non sia possibile per i grossisti americani importare prodotti del vaping.
Spalle al muro, quindi, gli utenti messicani della sigaretta elettronica che, tuttavia, non si sono persi d’animo e hanno cominciato a rivolgersi al mercato del contrabbando.
Dove, probabilmente, si risparmia qualche spicciolo ma si corre qualche pericolo in più in termini di sicurezza dal momento che la filiera non è ovviamente sottoposta a protocolli di sicurezza così come avviene nella produzione ufficiale.
Intanto, infiamma il dibattito politico.
Perchè, da una parte, dal Governo si continua a difendere la scelta appena intrapresa: il Segretario di Stato alla Salute Hugo López Gatell – un equivalente del nostro Ministro – ha, ad esempio, affermato come considerare la sigaretta elettronica un’alternativa meno dannosa del fumo tradizionale sia “una grande bugia“.

LA MINACCIA DEL CONTRABBANDO

D’altro lato, però, vi è chi sottolinea come si stia complicando l’esistenza di ben cinque milioni di vapers, rischiando che una parte di essi possa fare ritorno al fumo.
Non mancandosi di far presente come le restrizioni riguardino anche il tabacco riscaldato: un’autostrada, quindi, aperta davanti agli interessi del fumo tradizionale.
Critico, rispetto alle scelte governative, anche Andrea Constantini, Responsabile per l’America Latina ed il Canada di Philip Morris International, che non ha mancato di far presente come tali scelte non potranno far altro che ridare forza al meno sicuro mercato del contrabbando.