Merano, fermato in auto con fiale Thc

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E’ stato beccato, tra le altre, con fiale per sigarette elettroniche (ovviamente di provenienza illecita e non afferenti il mercato ufficiale) aventi alto tasso di Thc.
Un uomo della provincia di Bolzano è stato intercettato dai Carabinieri di Merano nel contesto di controlli attivati su strada nella zona del Burgraviato, area ricadente nel Comprensorio della città.
Lo riferisce il portale di informazione locale “lavocedibolzano.it”.
Nel contesto di attività di presidio del territorio attivate al fine di contrastare la diffusione di sostanze stupefacenti, i militari hanno intercettato, nella mattinata di Sabato scorso, tra le altre, un’automobile condotta da un trentenne del luogo.
Ad integrare la pattuglia anche un’unità cinofila del nucleo di Laives. Ed è proprio grazie al contributo del cane antidroga che sono state colte “tracce” sospette all’interno dell’abitacolo.
La perquisizione, quindi, colti primi “elementi”, è proseguita presso l’abitazione dell’uomo fermato in questa sede rinvenendosi sostanza del tipo marijuana.
E, come detto, le menzionate fiale che, come riferisce la testata locale, presentavano un anomalo contenuto di Thc, ovvero il “Delta-9-tetraidrocannabinolo”, uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis.
Per il trentenne è scattata la denuncia a piede libero per detenzione di droga ai fini dello spaccio.
Quanto al Thc, sono risapute le sue proprietà psicotrope.
La sostanza, infatti, può determinare alterazioni sensoriali qualora assunta in dosi significative sebbene di essa si sia avuta nozione particolare in relazione alla epidemia Evali.

THC, LA PROTAGONISTA DI EVALI

Il Thc, unitamente alla “Vitamina e acetato”, ha rappresentato, infatti, la causa scatenante delle molteplici infiammazioni polmonari che avevano costretto alla ospedalizzazione di centinaia di persone nonché provocato diversi decessi.
Tutte queste persone avevano assunto Thc e “Vitamina e” attraverso l’uso della sigaretta elettronica laddove si era impropriamente e genericamente attribuito a quest’ultima la responsabilità del fenomeno Evali, solo in un successivo momento chiarendosi come il problema non vivesse nel dispositivo bensì nei liquidi che venivano inseriti e che erano assolutamente incompatibili con una assunzione attraverso lo svapo.
Intanto, però, l’impatto sull’opinione pubblica, complice l’attività di disinformazione, spesso artata, posta in essere da Istituzioni e media, aveva determinato una forte campagna di scetticismo nei confronti del settore elettronico.
Importante, quindi, l’aiuto delle Forze dell’Ordine al fine di impedire l’uso di sostanze non adeguate al vaping.
Anche e soprattutto nell’ottica di prevenire facili strumentalizzazioni.