Malawi, ok alla cannabis per usi medico-industriali

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Novità pro cannabis sono quelle che giungono dal Malawi, Stato dell’Africa orientale. Nel Paese in questione, infatti, i deputati Organi legiferanti hanno provveduto ad approvare un disegno di legge con il quale si provvede, appunto, a depenalizzare la cannabis.

Ciò, ovviamente, nella sola ottica di perseguire scopi medici ed industriali.

Il disegno di legge, come si apprende, arriva cinque anni dopo una mozione che era stata presentata, appunto, al fine di giungere alla legalizzazione della canapa. Più avanti, invece, lungo questo particolare percorso, sempre nell’ambito della realtà continentale africana, sono Zimbabwe, Zambia e Lesotho.

A tali latitudini la cannabis ha già ricevuto “nulla osta”, presso le opportune sedi istituzionali, ai fini dell’uso pertinente in ambito medico; passaggio che, a sua volta, è stato soddisfatto in Sudafrica nel 2018.

Oggi è una giornata ricca di soddisfazione per me, rispetto ad un discorso strettamente personale, e, credo, però, anche per l’intera Nazione”: così Boniface Kadzamira, ex parlamentare che, quando era in carica, nello specifico nell’anno 2015, aveva, appunto, presentato la specifica proposta normativa di disegno di legge.

VOLANO PER LO SVILUPPO DEL PAESE

Sono fermamente convinto che, a lungo termine, la cannabis sostituirà il tabacco per diventare il nostro raccolto più consistente – ha proseguito Kadzamira – Tale attività potrà essere importante volano per lo sviluppo del Paese contribuendo enormemente alla crescita del nostro Prodotto interno lordo”. Ed, in effetti, proprio le considerazioni sul potenziale economico del settore ha rappresentato determinante motore ai fini di creare impulso verso l’approvazione del disegno di legge.

L’economia del Malawi – fonte Wikipedia – è basata sull’agricoltura, che rappresenta il 38.6% del Pil del Paese e fornisce oltre l’80% dell’occupazione e l’80% delle esportazioni. I tre prodotti più esportati sono (nell’ordine) tabacco, tè e zucchero. L’investimento sulla canapa, quindi, consentirebbe di potenziare il comparto agricolo con un prevedibile allargamento della base occupazionale ed il consolidamento dell’economia nazionale