L’Oms si conferma nemica della sigaretta elettronica

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Una notizia che, purtroppo, rischia di non essere nemmeno più tale.
L’Organizzazione mondiale della Sanità si conferma, infatti, matrigna nei confronti della sigaretta elettronica.
Il nuovo rapporto sul fumo, partorito nella giornata di ieri, con tanto di “partecipazione” di Michael Bloomberg, acerrimo nemico del vaping, non manca di velenosi riferimenti alle e-cig e conferma, alla grande, l’atteggiamento di preclusione e di diffidenza estrema nei confronti del settore (con ricadute che, ovviamente, vengono a cascata sulle politiche dell’Europa e su quelle di una non trascurabile parte degli Stati membri).

GLI STRAMPALATI TEOREMI DELLA MASSIMA ISTITUZIONE SANITARIA MONDIALE

Il ritornello è stancante, il solito: “Chi svapa è predisposto al fumo”; “I giovani che svapano hanno un rischio doppio di fumare in futuro”; “Le sigarette elettroniche sono estremamente pericolose per la salute e, in quanto tali, meritano di essere regolamentate”
Sono questi i teoremi che sono stati appena sbandierati dall’Oms in un copia-incolla, in pratica, di quanto va asserendo da un paio di annetti a questa parte.
Addirittura, secondo l’Organizzazione mondiale Sanità, chi svapa “rischia di rimanere dipendente tutta la vita”.
Sotto inchiesta particolare il ruolo giocato dalla nicotina, che creerebbe “i meccanisimi della dipendenza”.

“RISCHIO DOPPIO DI FUMARE IN FUTURO PER I GIOVANI SVAPATORI”

Dall’Oms si parla a chiare lettere di un “disegno criminale” posto in atto dalle Compagnie del tabacco che stanno mutando pelle passando dalle classiche alle alternative: emblematico, al riguardo, il caso Philip Morris che ha annunciato di sospendere entro il 2030 la vendita del tabacco classico.
L’auspicio del Direttore generale Oms, Ghebreyesus, è che “si valutino misure consone per proteggere le popolazioni dal pericolo che vive negli inalatori elettronici di nicotina impedendo a bambini, adolescenti e altri gruppi vulnerabili di usarli”.
Insomma: ora come ora, non v’è trippa per gatti.
L’Oms è cementata nelle sue posizioni, non apre neppure uno scorcio di speranza alle alternative.
Niente fumo e basta.

LA RISPOSTA ALL’OMS VIVE NELLE CIFRE

A smettere, secondo l’Oms, si smette con la bacchetta magica o con palliativi quali cerotti e pillole che hanno dimostrato percentuali di insuccesso significative e che, comunque, potrebbero essere migliorate con la integrazione delle e-cig.
Ma torniamo al punto di partenza: quante morti note ha determinato, in dieci-quindici anni di presenza sul mercato, la sigaretta elettronica quando usata correttamente?
Probabilmente nessuna.
E le bionde? Circa sette-otto milioni/anno.
Basterebbe questa valutazione aritmetica, senza aggrapparsi a mille se e forse di un eventuale domani, per aprirsi ed aprire ad un ragionamento di puro buon senso.