Liquidi sigarette elettroniche, conseguenze gravi se si limitano gli aromi

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Follia Michigan: liquidi per svapo e rischio carcere
Follia Michigan: liquidi per svapo e rischio carcere

L’Europa stia attenta ai prossimi passi che, inevitabilmente, sarà a breve chiamata a compiere in tema di lotta al tabagismo e di alternative.
Secondo uno studio di recente elaborazione, infatti, si conferma come restrizioni normative sui liquidi per sigarette elettroniche non farebbero altro che dare forza al tabagismo o, ancora, al mercato nero degli e-liquid.
A ribadirlo le conclusioni di ricerca condotta dalla Truth Iniziative.
In buona sostanza, in quei contesti statali dove i Governi hanno picchiato duro sullo svapo – aumentando esponenzialmente le tasse o, addirittura, proibendo la vendita di particolari gusti di e-liquid – si sono avute due conseguenze: in parte si è ritornati al fumo, in parte ci si è rivolti ai mercati paralleli del contrabbando.
Due recenti “casi” internazionali dovrebbero essere alquanto indicativi rispetto ai pericoli insiti in norme limitative degli “aromi”.
L’Estonia – spiegano al riguardo dalla World Vaper’s Alliance – ha bandito gli aromi nel 2020 ed il risultato è stato che il 60% dei vapers ha continuato a utilizzare i “sapori” ottenendoli dalle vie dell’illecito.
Quindi, non è una teoria che le persone siano spinte ai canali del nero, ma ciò è già dimostrato dalla realtà.
Inoltre – proseguono dalla WVA – per la prima volta da decenni, un divieto di aromatizzare a San Francisco ha portato a un aumento dei tassi di fumo degli adolescenti. Ancora una volta, non proprio un miglioramento della salute pubblica”.

LANDL “CHI DICE LA VERITÀ VIENE IGNORATO”

Due casi recenti che dimostrano come le norme anti-svapo possano portare a scelte dannose per la salute pubblica senza dimenticare, come nel caso del mercato nero, il prezioso assist che viene dato anche alla criminalità.
Coloro che usano aromi – sottolinea Micheal Landl, Presidente della World Vaper’s Alliance – hanno il 230% in più di probabilità di smettere di fumare per sempre.
Un divieto lascerebbe ai consumatori tre sole opzioni: tornare al fumo, al mercato nero o acquistare all’estero.
L’Università di Waterloo ha scoperto che il 45% dei vapers si rivolge a fonti illegali o ricomincia a fumare.
Sarebbe a dir poco una catastrofe di salute pubblica. Sfortunatamente, coloro che lo sottolineano –
la conclusione – vengono ignorati dai politici e da molti funzionari della sanità pubblica”.