Liquidi per sigarette elettroniche di contrabbando, sequestri in Veneto

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Il contrabbando sempre più dilagante anche nel settore della sigaretta elettronica.
Lo testimonia una operazione posta in essere dalla Guardia di Finanza concentratasi sull’area di Chioggia.
Lo riferisce la testata ligure veneziatoday.
Come fa presente la testata in questione, l’attività è scaturita dal monitoraggio di attività che si sarebbero rifornite di liquidi per sigarette elettroniche per il tramite di siti di vendita a distanza in violazione alle norme che disciplinano la lavorazione e la vendita dei prodotti del tabacco.
Il materiale acquisito, in particolare, sarebbe stato privo del Monopolio dello Stato – pertanto di provenienza estera.
Dopo la fase di indagine preliminare, è scaturita una fase di ispezione condotta presso una ventina di esercizi che ha consentito di porre in essere il sequestro di un quantitativo pari a 1.274 sigarette elettroniche e ad ulteriori 8.000 millilitri di liquidi da inalazione, materiale ritenuto dagli operanti come di contrabbando e sprovvisto del contrassegno di Stato.
Il prodotto sottoposto a sequestro, è ulteriormente specificato, è equivalente a un quantitativo totale di circa 46 chili di tabacco.

LE SANZIONI

Ad esito della operazione in questione, le Fiamme Gialle hanno provveduto ad emettere le dovute sanzioni.
Nel dettaglio, i militari hanno elevato denuncia nei confronti di quattro persone:
contestato a tutte esse il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri.
Inoltre, sono venute anche segnalazioni all’Agenzia delle dogane in capo ad undici esercenti ai fini della applicazione delle sanzioni amministrative previste (fino ad un massimo di 450.000 euro).
Analoga segnalazione è stata inoltrata sempre ad Adm anche nell’ottica dell’emissione di un provvedimento di chiusura definitiva dei vari esercizi interessati o, in misura più tenute, della sospensione della licenza per un periodo compreso tra i cinque ed i trenta giorni.
Si conferma, pertanto, un atteggiamento di crescente attenzione da parte delle Forze dell’Ordine nell’ottica di contrastare il fenomeno del mercato nero che, come da evidenze, non è più solo appannaggio del tabacco classico ma interessa sempre più, ormai, anche l’ambito dello svapo.