L’indiscrezione: nei depositi fiscali strumenti per “affrancare” i contrassegni

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Momento di transizione per il settore vaping che, incassato il rincaro fiscale portato in dote dalla legge di Bilancio, si accinge ad assistere alla “entry” dei contrassegni/fascette.
Soluzioni, quest’ultime, volute dai vertici ADM al fine di tentare di limitare il fenomeno del “nero”.
Nei giorni scorsi, come già spiegato dalla nostra testata, sono giunte a destinazione delle aziende che ne avevano fatto richiesta le menzionate fascette le quali, però, presentano una caratteristica inattesa.
Ovvero, le medesime sono “composte” esclusivamente da una componente in carta e non presentano, come ci si attendeva, una parte autoadesiva che avrebbe potuto consentire di applicare con facilità il contrassegno al prodotto.
Come fare, quindi?
In tal senso – apprendiamo – si starebbe muovendo, in accordo con la Direzione Tabacchi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato.
Funzionari dell’Ente capitolino, infatti, starebbero entrando in contatto con i vari depositi fiscali per spiegare le prossime modalità di azione.
Come da prime indiscrezioni, nel dettaglio, i depositi fiscali dovrebbero dotarsi di un “macchinario” – per dirla in modo spiccio – che consentirebbe di “affrancare” i prodotti in plastica direttamente in loco.

SULLE GIACENZE VERRA’ FORNITO CONGRUO TEMPO PER SMALTIMENTO

Ovviamente, sulla entità di tale strumento, sulle modalità di acquisizione, su chi dovrà sostenere le spese di tale incombenza, dettaglieranno a breve gli Organi deputati.
Questo per quel che riguarda i prodotti in prossima immissione sul mercato.
Cosa, invece, per le rimanenze in giacenza, altro tema che pure è stato toccato in occasione dei vertici sviluppatisi nelle ultime settimane?
Questa situazione, si apprende, sarà gestita all’insegna del non-stress.
Ovvero sarà dato più che congruo tempo per esaurire le rimanenze nei magazzini, verosimilmente coincidente con tutto l’anno solare in corso.
In ogni caso si farà in modo che, quanto meno da siffatto punto di vista, le aziende non patiranno nocumento e danno alcuno.
Come ammettono gli stessi uffici interpellati, la fase corrente è abbastanza satura di incombenze e le richieste che emergono dalla “base” sono sempre nuove e variegate.
In ogni caso, questione di giorni, e dovrebbero giungere dai preposti Organi i chiarimenti tanto attesi