Li Volti “Non ci sono più dubbi: sigaretta elettronica oltre il 95% meno dannosa delle bionde”

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“Ad oggi i risultati emersi dicono che non esistono più dubbi: le sigarette elettroniche sono più del 95% meno dannose delle normali bionde”.
Lo ha ribadito Giovanni Li Volti, Direttore del Coehar, in occasione del quarto “Scientific Summit on Tobacco Harm Reduction: Novel products, Research & Policy”, momento promosso da “Scohre, International Association on Smoking Control & Harm Reduction”, che ha posto a confronto scienziati ed esperti internazionali.

IL DIRETTORE DEL COEHAR

Esiste un problema di fondo negli studi sulle sigarette elettroniche – ha proseguito Li Volti come rilanciato da Adnkronos – la standardizzazione e armonizzazione delle ricerche internazionali su questo tema.
Gli studi di replicazione sono molto difficili da realizzare, soprattutto in termini di coordinamento dei protocolli e armonizzazione delle ricerche svolte. Per la prima volta
– ha ulteriormente sottolineato il ricercatore siciliano – il progetto ‘Replica’, condotto presso i laboratori dell’Università di Catania, sta ‘replicando’, e quindi valutando, tutti gli studi che hanno avuto un profondo impatto sul tema dell’efficacia delle e-cig”.
Nel contesto dell’evento, svoltosi in modalità da remoto, ha preso parola una ulteriore personalità del Coehar, ovvero Massimo Caruso, ricercatore in Biochimica e co-project leader di ‘Replica’.

LE RAGIONI DEL MINOR DANNO AD OGGI INASCOLTATE

“La difficoltà principale negli studi sui prodotti a rischio ridotto proviene dalle innumerevoli variabili che entrano in gioco quando si cerca di quantificare scientificamente la citotossicità e gli effetti dell’esposizione del vapore prodotto dalle sigarette elettroniche nei polmoni.
Sebbene le difficoltà di laboratorio siano tante, al Coehar abbiamo dimostrato, con due studi già pubblicati su questo tema, che per i fumatori il passaggio alle e-cig riesce a ridurre i danni anche sullo stato di salute polmonare”.

Affermazioni scientificamente supportate quelle dei ricercatori dell’Università catanese.
Una realtà solida, di spessore internazionale, non certo gli ultimi arrivati.
Ebbene, ci chiediamo se mai gli esperti del Coehar verranno “ascoltati” e presi in considerazione da quanti hanno il compito di indirizzare le politiche sanitarie nazionali.
Per dar voce, vale a dire, anche alla campana del minor danno, oggi inascoltata.