L’ex Ministro “Guerra sbagliata a sigaretta elettronica”

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La verità, in termini di sigaretta elettronica, parla inglese. “Quella che si sta muovendo contro la sigaretta elettronica è una guerra sbagliata – così Simon Burns, ex ministro della Salute inglese Laddove si deve fare presente come in Gran Bretagna abbiamo dimostrato che le e-cig funzionino nell’aiutare i fumatori a smettere”.

Queste le parole del già vertice dello specifico Dicastero, rilanciate da Adnkronos e rilasciate nel contesto dell’intervento che lo stesso Burns ha tenuto nella capitale inglese per l’occasione data dall’approfondimento “The E-cigarette summit-Science, regulation & public health”.

“SFIDA DEL GOVERNO INGLESE E’ RIDURRE NUMERO FUMATORI”

Sappiamo – ha proseguito l’esponente anglosassone – che il fumo da sigaretta apporta danni enormi al sistema salute, causa malattie e decessi. La sfida del Governo inglese negli ultimi anni è stata quella di ridurre il numero dei fumatori. E si è deciso di mettere in campo diverse iniziative tra cui anche puntare sui dispositivi alternativi come le sigarette elettroniche.

Siamo diventati il Paese leader in questo – ha insistito lo stesso, sempre come riportato da Adnkronos – negli ultimi 30 anni la percentuale di fumatori era stabile, nonostante le politiche di tassazione sui pacchetti di sigarette e l’introduzione del pacchetto generico, mentre da quando il Governo ha scelto di usare le sigarette elettroniche come strumento alternativo, e di difendere questa scelta anche davanti alle critiche, la percentuale di fumatori è in calo”.

La “scuola” di pensiero inglese, quindi, si conferma assolutamente lineare in fatto di e-cig. Massima apertura, investimento sull’elettronica come misura anti-fumo. Una impostazione che, come ovvio, viene pienamente abbracciata anche dalle realtà satellite quali quella neozelandese.

E, dalle parti di Oltremanica, si guarda con “fiducia” anche alla Brexit come ad una occasione di ulteriore sviluppo per il mercato dello svapo. Che avrà la possibilità di “alleggerirsi”, grazie alla fuoriuscita dall’Europa, dei regolamenti più stringenti che vigono nel settore-svapo.