L’Europa si conferma matrigna: lo Scheer boccia la sigaretta elettronica

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In Europa non tira buon vento per la causa della sigaretta elettronica.
Non che sussistessero parecchi dubbi in merito.
Ma quelli residui sono stati inesorabilmente spazzati via dal parere definitivo che lo Scheer ha reso alla Commissione europea in vista della rivisitazione che la Commissione stessa dovrà operare della Direttiva disciplinante i prodotti al tabacco, in generale, con conseguente riferimento anche al vaping.
La Commissione, si ricorda, aveva chiesto, appunto, di redigere parere allo “Scientific committee on health, environmental and emerging risks” – una sorta di Comitato scientifico – con quest’ultimo che, nel mese di Settembre, aveva già pubblicato una bozza di questo parere.
Una bozza cui, come risposta, erano venuti commenti e suggerimenti di varie associazioni e di vari ricercatori del settore vaping, fondamentalmente critici rispetto alla visione palesemente anti-svapo che emergeva dalla prima versione del parere dello Scheer.
Chi sperava che nella versione definitiva lo Scheer medesimo potesse teneRe in considerazione gli appunti giunti, ha finito per restare deluso.
La relazione consegnata alla Commissione europea, infatti, è solo un attimino più sfumata, rispetto alla versione provvisoria, confermandosi un atteggiamento di diffuso scetticismo verso il cosmo-svapo.
Il parere Scheer sospetta essere le sigarette elettroniche capaci di determinare problemi di tipo cardiovascolare e, nei relativi liquidi aromatizzati, di “tentare” i giovani.
Ma, ancora, i liquidi alla nicotina vengono indicati come motivo di dipendenza e, in generale, il vaping come una corsia preferenziale che condurrebbe i giovani al fumo.
Ed, ancora, il rapporto Scheer nega che la sigaretta elettronica possa aiutare a smettere di fumare e, dulcis in fundo, non esclude che in essa vi possa essere una predisposizione alle affezioni cancerose alle vie respiratorie.
Insomma, secondo il Comitato scientifico europeo che, si ribadisce, è l’Organo consultivo della Commissione europea e, quindi, influente nelle future normative comunitarie, la sigaretta elettronica sarebbe appena un pelino migliore della sigaretta classica.
Minor danno, chi è costui?
Ovviamente, il gioiellino partorito dallo Scheer non ha mancato di suscitare la veemente reazione dell’associazionismo pro-svapo

IL COMMENTO DELLA WVA “QUESTO RAPPORTO E’ UNA TRAGEDIA”

Il rapporto finale del Comitato scientifico dell’Ue per la salute, l’ambiente e i rischi emergenti sulle sigarette elettroniche è un passo indietro per l’Europa. 
Sulla base di dati flebili, si ignorano prove scientifiche cruciali, l’esperienza dei consumatori e le opinioni degli esperti ricevute durante il periodo di consultazione. 
Michael Landl, Direttore della World Vapers Alliance, ha in particolar modo osservato
Questo rapporto è una tragedia per la salute pubblica e avrà conseguenze disastrose sia per i fumatori sia per i vapers. 
Lo Scheer ignora una grande quantità di prove scientifiche sullo svapo, tutte fornite da esperti e consumatori durante la consultazione all’inizio di quest’anno e tutte ignorate. 
Questo è uno schiaffo in faccia ai vapers e al buon senso”

Il rapporto, prosegue la nota Wva, non prende in considerazione prove rese da Public Health England che indicano come le sigarette elettroniche siano nella misura del 95% meno dannose del fumo nonchè il mezzo più comunemente usato per smettere di fumare. 
Paesi come il Regno Unito e la Francia – ancora Landl – stanno incoraggiando attivamente i fumatori a utilizzare lo svapo e passare a questa alternativa meno dannosa. 
Se l’Ue vuole davvero affrontare le malattie legate al fumo, deve esaminare con molta attenzione tutte le prove. 

Sfortunatamente, il rapporto Scheer è prevenuto contro lo svapo e le sue raccomandazioni, se trasposte nella legislazione, danneggeranno la salute pubblica.
I prossimi mesi vedranno ulteriori aggiornamenti legislativi nell’Ue, come delineati nel Piano europeo per battere il cancro, inclusi gli aggiornamenti alla Direttiva sui prodotti del tabacco (Tpd) e alla direttiva sulle accise sul tabacco (Ted). 
In questo contesto, i risultati della Commissione Scheer potrebbero in definitiva essere dannosi per la salute dei cittadini europei.

Sembra che l’obiettivo principale sia stato trascurato: ridurre il numero di fumatori e contrastare le malattie indotte dal fumo. 
Lo svapo non è fumo e non deve essere trattato allo stesso modo. 
Il regolamento deve essere redatto in modo da incoraggiare i fumatori attuali a cambiare. 
Lo svapo può aiutare i fumatori a smettere, ma questo rapporto lo ignora e confronta lo svapo con il non fumo”.

IEVA “DATI INCOMPLETI”

La Commissione europea ha perso un’opportunità per rafforzare il suo Piano contro il cancro e riconoscere l’importanza dello svapo per ridurre le malattie legate al fumo tra gli europei.
La relazione dello Scheer non è riuscita a confrontare i rischi dell’uso di sigarette elettroniche con i rischi del fumo. 
Una tale omissione rende il rapporto di scarsa utilità per i responsabili politici. 
La ricerca scientifica indipendente e finanziata con fondi pubblici ha dimostrato, oltre ogni dubbio, che l’uso di sigarette elettroniche è molto meno dannoso del fumo. 
Il Comitato Scheer – ha commentato Dustin Dahlmann, Presidente di Ieva – non è riuscito a presentare i dati scientifici sullo svapo in modo completo ed equilibrato. 
Il risultato è un rapporto che è poco più che una serie di asserzioni predeterminate e prive di fondamento. 
E’ stata sprecata un’altra opportunità per educare i fumatori disposti a passare ad alternative meno dannose e questo ha gravi implicazioni per la salute pubblica. 
Esortiamo i responsabili delle decisioni a Bruxelles a integrare la riduzione del danno nella loro strategia generale”