Legge Bilancio, nessun rincaro per settore svapo

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Cosa ci sarà nella palla di cristallo della Legge di Bilancio? La sigaretta elettronica sopravviverà indenne o, in capo ad essa ad ai suoi utenti, si abbatterà la scure della tassazione? E’ questa la domanda che, in queste ore, si stanno ponendo svapatori ed addetti ai lavori di mezzo Stivale. Che, ovviamente, in caso dei temuti rincari, sarebbero chiamati a fare i conticini con le proprie tasche.

Fino ad una decina di giorni addietro, fonti accreditate davano in via quasi certa una operazione di rigido aumento della pressione fiscale. Che avrebbe colpito il settore delle sigarette (sia classiche sia elettroniche) nella misura di circa 210-220 milioni di euro. Una bella stangatina che sarebbe stata tesa a compensare le maggiori uscite governative previste per i noti sussidi sociali.

SI PREVEDE MAGGIORE PRESSIONE FISCALE SU LOTTERIE

Da qualche ora, tuttavia, pare nutrirsi maggiore ottimismo e non si dispera, con riferimento al settore svapo, di mantenere (addirittura) la pressione inalterata. Il rincaro colpirebbe le sole “bionde” ed in misura più tosta il settore dei giochi e delle lotterie. Il peso fiscale su aromi e liquidi vari, quindi, resterebbe invariato (80 e 40 centesimi per una ricarica da 10 ml a seconda che il flaconcino sia con o senza nicotina).

Ed in questa impostazione vi sarebbe una “ratio”: ovvero quella di non disincentivare il ricorso ad uno strumento, quale la sigaretta elettronica, che può rappresentare valida stampella per quanti vogliano sottrarsi al vizio del fumo.

Si può, quindi, già festeggiare? Assolutamente no.

Se anche questo “blocco” dovesse arrivare all’esame delle Camere, infatti, resta sempre vivo il “nodo” degli emendamenti. Tuttavia, in tema di tassazione svapo, fosse questa – si ripete – la base di partenza, saremmo al cospetto non di un mero calcolo aritmetico bensì di una chiara espressione di volontà politica che difficilmente potrebbe subire stravolgimenti lungo il percorso tra Palazzo Madama e Montecitorio

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