Lega e M5S spingono per slittamento obblighi fascette

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La chiara volontà politica di dare respiro al settore del vaping rispetto agli ultimi provvedimenti intrapresi da Marcello Minenna, Direttore dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli.
Questo quanto si può ricavare dalle iniziative intraprese dai vari gruppi politici in sede degli emendamenti presentati all’attenzione della Commissione Bilancio del Senato in relazione al Decreto Sostegni.
Due emendamenti sono venuti dalla Lega, uno dal Movimento Cinque Stelle, tutti purtroppo bloccati, prima ancora di approdare alla fase del voto in quanto giudicati come non pertinenti alla materia legislativa trattata, compreso quello con primo firmatario Matteo Salvini che auspicava un dimezzamento dell’imposta sui liquidi.
Ma si diceva della volontà politica rispetto alla opportunità di dare respiro agli operatori del settore vaping che, come noto, sono stati investiti da una abbondante serie di novità introdotte dai direttoriali di Marzo.
Dall’obbligo delle fascette alla necessità di aggiornare software e gestionali passando per la gestione dei residui in magazzino: una serie di adempimenti che le norme attuative Adm pretendono essere soddisfatti in tempi che dovranno essere meglio specificati ma che il settore invoca non essere troppo stretti.

LEGA E M5S, EMENDAMENTI GEMELLI AL “SOSTEGNI”

E qui torniamo al discorso degli emendamenti presentati al Decreto Sostegni.
Il Movimento Cinque Stelle e la Lega hanno presentato, con due distinte iniziative, emendamenti fotocopia per chiedere lo slittamento al primo Gennaio 2022 dello “start” dell’obbligo di apposizione dei contrassegni anti contrabbando.
Il primo emendamento, il 6.0.23, era stato presentato dai salviniani Montani, Ferrero, Rivolta, Faggi, Testor, Tosato, Bagnai, Borghesi, Siri; l’ulteriore, ovvero il 22.0.26, dai pentastellati Vaccaro, Ferrara, Trentacoste, Puglia, Vanin, Donno, Presutto.
Tutti bloccati dal semaforo rosso dell’improponibilità – si – ma espressione di una volontà chiara che i due partiti, entrambi alla maggioranza governativa, hanno raccolto dagli operatori del settore. E, come apprendiamo, le vie della diplomazia sono già attive al fine di richiedere ai vertici dell’Agenzia fiscale una maggiore morbidezza oer quel che riguarda i tempi di attuazione dei nuovi provvedimenti che, a questo punto, potrebbero realmente assistere, in una loro parte se non in tutta, ad un inizio di efficacia nel nuovo anno.