Le colpe della stampa nel caso sigarette elettroniche

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le colpe della stampa nel caso delle sigarette elettroniche
le colpe della stampa nel caso delle sigarette elettroniche

Le colpe della stampa nella gestione del caso sigarette elettroniche. Deontologia – è vero – impone di non criticare un collega. Non menzioneremo, quindi – né potremo farlo – in tale sede, il nome di un giornalista specifico o di una testata particolare. Anche perchè l’elenco sarebbe davvero lungo e stancante. Vero è, però, che la categoria, salvo poche eccezioni, ha palesato grandissima approssimazione – e sta continuando a farlo – nella gestione della questione svapo. Modalità copia-incolla, approfondimenti e verifica delle fonti non pervenute. Ed ecco che il mostro è stato partorito nelle sembianze della sigaretta elettronica.

Ancora oggi, quando ormai si sono accertate le ragioni delle morti e dei ricoveri in Usa, vi sono testate di primissimo livello che continuano ad avventurarsi in titoli che sono delittuosi. Le morti causate da sigaretta elettronica; le malattie causate da sigaretta elettronica: questi i “lanci” che ancora oggi continuano ad impazzare attraverso le web page dell’informazione on line. E, purtroppo, a rilanciarli non sono blog da quattro soldi ma siti di forte livello seguiti e consultati, in quanto tali, da milioni di lettori nel mondo.

Chiariamo una cosa: la sigaretta elettronica non ha causato né un morto né un ricovero. Ebbene si. I decessi e le centinaia di persone costrette alle cure ospedaliere non sono da attribuire alla e-cig bensì all’uso di liquidi illegali e fuori legge. Si è diffusa, purtroppo, una pericolosa moda negli Usa: quella, cioè, di sballarsi, di drogarsi svapando. Per farlo molti adolescenti hanno acquistato cocktail micidiali di liquidi fai-da-te, procurandoseli da spacciatori del mercato nero. Robaccia non ufficiale, non autorizzata, non legale dove abbondano elementi come il Thc, stretto parente della marijuana. Se quelle persone avessero svapato, come fanno milioni nel mondo, prodotti ufficiali comprati presso i rivenditori autorizzati, non sarebbe accaduto nulla.

MORTI E RICOVERI: NESSUNO AVEVA SVAPATO ROBA LEGALE

Nessuno di quelli finito in un letto d’ospedale aveva, infatti, svapato roba legale. Nessuno. Perchè, quindi, dire che la sigaretta elettronica è causa dei problemi? Perchè veicolare questa comunicazione fa senz’altro comodo a qualche grande industriale delle sigarette classiche, perchè giova a qualche casa farmaceutica. Perchè l’e-cig sta facendo drammaticamente calare i loro business. Ecco perchè la stampa deve stare in guardia e non fidarsi delle apparenze. Deve sondare, approfondire, verificare. Perchè altrimenti si fa il gioco delle multinazionali, si alimenta un gioco sporchissimo, si diventa complici. La sigaretta tradizionale ammazza milioni di persone nel mondo, la e-cig (con l’utilizzo di prodotti legali) non ha spedito nessuno al Creatore in ben dieci anni di attività. Se, poi, qualcuno vuole servirsi della e-cig per sballarsi, ebbene, in quel caso si comprenderà come il dispositivo sia solo un veicolo innocente.

Un po’ come una siringa: se di essa se ne fa un uso appropriato, inserendovi all’interno le medicine prescritte dal medico, sarà senz’altro benefica. Se nella siringa, invece, ci infili l’eroina, ebbene, in quel caso, la siringa sarà “tramite” di morte. Ma capirete che ad ammazzarti non è stato lo strumento, ovvero la siringa. Ma l’uso che ne è stato fatto. Prudenza, tanta. L’elettronica è uno strumento di cui tanti si stanno servendo per uscire dal vizio del fumo, dal vizio che – scientificamente provato – causa il cancro. Questa campagna di disinformazione, purtroppo, rischia di produrre danni irreversibili. Prudenza massima, quindi, da parte degli operatori: mai come in questa circostanza, infatti, in gioco vi sono vite umane

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