Lazio, no allo svapo in ospedali e studi medici

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Lazio zingaretti e divieti per ecig svapomagazine
Lazio zingaretti e divieti per ecig svapomagazine

Sigarette elettroniche, l’Ente regionale più “preoccupato” è quello del Lazio. Come si ricava, infatti, da ambienti prossimi a via Raimondi Garibaldi, una nuova “stretta” è pronta ad essere attuata dal Governo regionale guidato dal Presidente Nicola Zingaretti.

Se già negli uffici del Palazzo regionale, infatti, vige il divieto di svapare, il disco rosso è pronto ad essere acceso anche per quel che riguarda strutture sanitarie, studi medici ma anche aree e parcheggi prossimi agli ospedali. Con riferimento a questi “siti”, il divieto diventerà vigente nel momento in cui sarà ultimata la particolare procedura in essere presso le stanze dell’assessorato alla Salute. L’operazione che si sta facendo in Lazio, quindi, è quella di estendere la legislazione già vigente per quel che riguarda le bionde anche allo “svapo”. Una equiparazione vera e propria, ma non è tanto questo a destare riflessione.

IL PECCATO MADRE RESTA LA DISINFORMAZIONE

La sensazione, piuttosto, per non dire certezza è che i provvedimenti in corso da parte della Regione Lazio conseguano all’onda emotiva della pseudo-epidemia registratasi negli Usa. E qui rischia di crollare il castello. Perchè il peccato-madre resta sempre quello relativo alla disinformazione che si è fatta su ricoveri e morti. Parlare di, appunto, decessi e patologie causate dalla sigaretta elettronica è una immensa leggerezza, una madornale falsità. Perchè la sigaretta elettronica, in quanto tale, non ha causato un bel nulla. La sigaretta elettronica, se usata con i liquidi ufficiali, quelli reperibili nei negozi autorizzati, non è fonte di malanno.

Meglio dirsi, le prime risultanze indicano che l’e-cig sia ampiamente meno tossico delle bionde. Il problema, in Usa, è stato legato alla moda di inserire liquidi illegali nelle e-cig; roba acquistata, a basso costo, nel mercato nero. Materiale non atto al consumo umano, vere e proprie droghe buone solo per sballarsi. E si badi anche ad un’altra considerazione. Gli operatori del settore svapo non “incoraggiano” chi non fuma ad intraprendere la strada delle “elettroniche”; bensì auspicano che chi fuma le tradizionali, scientificamente cancerogene, possa, nell’ottica di sottrarsi al vizio ed in nome delle ragioni del minor danno, “transitare” alle e-cig.

Chiudendo questa parentesi, quindi, la stretta della Regione Lazio rischia di fondarsi su “allarmi” d’Oltreoceano che, in realtà, hanno già svelato la loro vera natura.

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