L’assessore di Padova “Fumo potrebbe accentuare pericolo contagio”

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“Il fumo potrebbe accentuare il pericolo di contagio. Penso al divieto di suonare il flauto a scuola”.
Così l’assessore alla “Sicurezza” nella Giunta di Padova, Diego Bonavina, ai microfoni di “quotidiano.net”.
L’esponente dell’Esecutivo padovano, in particolare, è intervenuto per commentare recente emissione di ordinanza con la quale è stato disposto il divieto di fumare all’aperto.
Tuttavia, come fa presente l’assessore della Giunta Giordani, il divieto di fumo esplicitato nell’ordinanza è collegato a quella che è la principale disposizione e la vera impalcatura dell’atto.
Ovvero l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto.
Sempre e comunque.
Una esigenza che rende incompatibile qualsiasi attività che pretenda, per sua natura, un uso non corretto del dispositivo di protezione facciale.
Che, si ricorda, deve proteggere contemporaneamente bocca e naso e che non deve essere calzato a mò di cappello/collana o, peggio ancora, bracciale…
Niente sigarette tradizionali, si diceva, e, come specifica l’assessore, “niente sigarette elettroniche”.
Non si fuma e non si svapa, quindi, per una disposizione che è stata posta in essere da decine di città e paesi entro l’intero territorio nazionale.
In quel di Padova, tuttavia, vi è un “plus” aggiuntivo.
Se in altri contesti, infatti, la motivazione dell’iniziativa si limitava alla constatazione di come l’atto di svapare possa essere non compatibile – come prima detto – con la mascherina correttamente indossata, nella cittadina veneta l’assessore Bonavina è andato un pizzico oltre con le considerazioni.
Nelle citate dichiarazioni rilasciate alla testata locale, infatti, l’esponente della Giunta Giordano fa riferimento anche alla peculiarità del fumo di “accentuare il pericolo di contagio”.
La nube della “classica”, quindi, quale potenziale vettore della diffusione virale e, quindi, come fattore di rischio da prevenire.
Sul fumo di sigaretta, in effetti, l’ipotesi potrebbe anche sussistere dal momento che nella nuvola che si emette con l’espirazione da sigaretta vive una significativa percentuale di saliva.
Ed è proprio nella saliva che, ovviamente, ha il suo habitat il temibile virus cinese.

LA SANZIONE? CIRCA 400 EURO…

Ma il medesimo discorso, però, non può essere esteso allo svapo – che, tuttavia, Bonavina non menziona.
L’atto dello svapare, infatti, non viene considerato come potenzialmente a rischio di contagio.
Questo perchè, contrariamente a quanto avviene per la “tradizionale”, nel vapore emesso dalla e-cig non vive saliva in percentuali apprezzabili.
La voluminosa nube emessa – molto scenica, in effetti – è totalmente composta dai liquidi contenuti nel “tank”.
Il Coronavirus, per dirla breve, non viaggia attraverso la sigaretta elettronica.
In ogni caso, decisione e provvedimento assolutamente da condividere quello adottato in terra veneta.
Mascherina sempre e comunque e poco importa il sacrificio di rinunciare a sigaretta (bionde o e-cig che siano).
La salute prima di tutto.
Senza disdegnare la tasca…perchè se ti beccano con la mascherina abbassata, in quel di Padova, si rischia di buscarsi una sanzione da 400 euro.