La Ue ci riprova “Vietare sigarette elettroniche e tabacco riscaldato all’aperto”

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L’Europa continua imperterrita la sua battaglia contro le alternative al fumo a minor danno.
La Commissione europea, infatti, intende emanare una nuova “raccomandazione ” riguardante restrizioni a sigaretta elettronica e tabacco riscaldato.
Ora come ora, passo indietro, esiste una raccomandazione del 2009 con la quale l’Unione europea fa voti agli Stati membri dell’Unione di promuovere leggi nazionali finalizzate a vietare il fumo di sigaretta in determinati luoghi pubblici all’aperto – quali parchi gioco, adiacenze istituti scolastici, aree di ristorazione all’aperto e via disquisendo.
Ebbene, l’Organo europeo ha auspicato, con una indicazione del mese di Giugno del 2019, che tale raccomandazione possa essere estesa, appunto, anche alla e-cig ed al riscaldato.
Sia chiaro, la raccomandazione, nel sistema delle fonti europee, è una misura alquanto morbida.
Non ha effetto, forza di legge – è solo un mero auspicio, appunto – che si rivolge ai Paesi Ue di adeguare i propri atti normativi interni.
Tant’è che vero che quasi nessuno Stato, Italia compresa, dal 2009 ad oggi, si è preoccupato di “adeguarsi” all’indicazione europea di vietare il fumo negli spazi open air.
La raccomandazione, tuttavia, resta pur sempre un termometro della volontà politica dell’Ente che la emana, in questo caso l’Ue.

LE PAROLE DI LANDL

Non a caso, il Presidente della World Vaper’s Alliance, Micheal Landl, ha commentato il nuovo proposito della Commissione di Bruxelles in modo alquanto scettico e preoccupato. “È scioccante che la Commissione continui a combattere in modo così ostinato la riduzione del danno da tabacco.
Abbiamo bisogno di quante più opzioni possibili – sottolinea l’attivista – per raggiungere l’obiettivo del 5 percentuale di consumo di tabacco stabilito dalla Commissione.
Lo svapo, i sacchetti di nicotina e i prodotti che non bruciano il calore – ribadisce per l’ennesima volta Landl – aiutano le persone a smettere di fumare e sono meno dannosi”.
Se l’obiettivo, quindi, è quello di sconfiggere il tabagismo, si devono schierare tutti i soldati.
E poco conta il fatto che, magari, non tutti abbiano il fisico perfetto da corazzieri.