La sigaretta elettronica fa venire tumore al naso, altro studio fatto di vuote ipotesi

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Se il mese scorso la sigaretta elettronica rendeva impotenti, questo mese – altro giro, altra notizia – può far insorgere il tumore al naso.
L’ultimo scoop viaggia alla velocità della luce attraverso importanti testate nazionali ed internazionali che stanno rilanciando le conclusioni di una ricerca made in Usa che pone in relazione, appunto, l’atto dello svapare con la maggiore probabilità di sviluppare un cancro, appunto, a carico di cavità nasali e seni paranasali.
Incuriositi, non ci siamo limitati a leggere i soli titoli del web e dei social e siamo andati all’origine della notizia, alla cosiddetta fonte.
Ebbene, pensavamo che lo studio avesse preso in esame e, quindi, seguito nel tempo un tot numero di svapatori.

GLI STUDIOSI HANNO SOLO SCOPERTO CHE LO SVAPATORE ESALA MAGGIORMENTE DAL NASO RISPETTO AL FUMATORE

Accertandosi che fossero esclusivamente svapatori, che non avessero mai avuto un passato da tabagista.
Pensavamo che, dopo qualche tempo di osservazione, questo studio avesse potuto accertare che, tra i pazienti-svapatori seguiti, si fosse registrata effettivamente una significativa incidenza di patologie tumorali a discapito dell’apparato nasale.
Ed, invece, nulla di tutto questo.
Che cosa si sono limitati a fare i ricercatori?
Molto semplicemente, si sono messi in giro per le strade di New York, tra bar e street, ed hanno spiato i comportamenti degli svapatori, come 007.
Ebbene, hanno scoperto (wow!) che essi (a differenza dei fumatori) espirano principalmente attraverso il naso e non attraverso la bocca.
Ma, ci si può chiedere, quelle persone sono state poi fermate, sono state seguite nella loro vicenda clinica scoprendosi che, poi, qualcuna di esse si sia ammalata?
No, assolutamente.
Quelle persone osservate in mezzo alla strada non sono state in nessun caso fermate, identificate.
Gli studiosi si sono solo limitati a constatare che gli svapatori usano maggiormente il naso ipotizzandosi, quindi, supponendosi che i nasi di questi possano essere sollecitati maggiormente rispetto a quelli dei fumatori che, invece, “insultano” principalmente le basse vie respiratorie.
Punto. Basta. Solo questo.

INTANTO SI ALIMENTANO DIFFIDENZA E PAURE INFONDATE

E’ un pò come se io, che vi scrivo in questo momento dalla mia postazione pc, posso andare incontro ad un tumore ai polmoni per il semplice fatto che la mia finestra affaccia, a distanza di venti metri, su una strada ad alta intensità di traffico.
E che, quindi, rischio di più, in tal senso, rispetto al mio amico Giorgio che, invece, in questo momento sta lavorando dal pc di casa propria, nel bel mezzo di una ridente campagna.
Ipotesi, supposizioni.
Tanti se, forse e ma.
Ma nessun elemento concreto.
Ebbene, gentili lettori.
Il compito di testate quali la nostra è proprio quello di approfondire le notizie, in questo caso quelle relative al mondo della e-cig.
Anche in questo caso, infatti, risalendo all’origine non ci sembra di esserci imbattuti in dati fattuali, scientifici ma in mere supposizioni non basate sulla scienza.
In tutto ciò, però, si determina scetticismo nel lettore medio, in chi naviga quotidianamente nel mare dei social che mai avrà tempo e intuito di andare all’origine di quel presunto scoop.
Semplicemente, si fiderà della autorevolezza delle fonti e alimenterà, a sua volta, una campagna di scetticismo, di ingiustificata paura sul mondo del vaping.
Che, lo ricordiamo, in dieci anni di presenza sul mercato, con milioni e milioni di utenti, non ha provocato la morte di alcuna persona.
Differentemente dalla sigaretta classica che manda al Creatore tra i 7 e gli 8 milioni di persone all’anno.