La sigaretta elettronica è come il fumo: Governo portoghese shock

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Il Portogallo arriva alla resa dei conti con la sigaretta elettronica.
La Direzione generale della Salute del Governo lusitano, infatti, ha pubblicato la “Strategia nazionale del paese per la lotta contro il cancro 2021-2030”, documento che, nel dichiarato scopo di contrastare il fenomeno del tabagismo, punta a ridurre la prevalenza del consumo delle bionde dall’attuale 17% a meno del 14% entro il 2025 e a meno del 10% entro il 2030.
Tutto bene, sia chiaro, se non fosse per il fatto che il Piano in questione non tiene in alcun conto le possibilità dello svapo.
Anzi, lo contrasta apertamente in una equiparazione sigaretta classica-sigaretta elettronica che lascia, quanto meno, perplessi.
“Il piano – commentano dalla World Vaper’s Alliance, cartello internazionale di associazioni che tutela le ragioni del vaping – annuncia una futura regolamentazione anche sugli aromi: ciò può rappresentare un disastro per la salute pubblica”.
“La nicotina
sottolineano ancora dalla Wva il Piano del Portogallo – è relativamente innocua e lo svapo è un modo più sicuro per consumarla.
D’altra parte, gli aromi di svapo sono utilizzati da due terzi dei vapers, sono fondamentali per aiutare i fumatori a cambiare ed assicurano che non facciano più ritorno alle sigarette.
Lo sostengono i numeri: i dispositivi aromatizzati sono associati a un aumento del 230% delle probabilità di smettere di fumare negli adulti.
Sia la nicotina che gli aromi sono fondamentali, quindi, per smettere di fumare e, qualora venissero limitati, finirebbero per spingere molti vapers verso alternative meno sicure nel mercato nero o li porterebbero a tornare al fumo”.

L’ASSOCIAZIONE DI MICHAEL LANDL

Dalla associazione guidata da Micheal Landl, altresì, denunciano come sia in itinere “un inasprimento della regolamentazione delle condizioni di vendita, che potrebbe includere il divieto delle vendite online o la loro limitazione ai tabaccai statali, misure che sono in discussione in altri Stati come la vicina Spagna.
Anche in questo caso, non si farebbe altro che costringere molti vapers a fumare di nuovo.
Le normative sullo svapo, piuttosto, dovrebbero essere intelligenti e assicurarsi che vengano messe in atto le necessarie restrizioni di età per impedire ai minori di iniziare a svapare mantenendo i prodotti ampiamente disponibili, invece, per gli adulti”.

La regolamentazione al vaglio del Governo di Lisbona, ancora, prevede un’estensione delle aree no-svapo, sulla base della convinzione che lo svapo passivo possa essere equiparabile, quanto a danno, al fumo passivo.
Ma aspetto preoccupante è anche quello che vive nelle intenzioni di aumentare i prezzi delle sigarette elettroniche.
Le vendite di sigarette elettroniche – sottolineano dall’associazione dei no vaper – sono molto reattive alle variazioni di prezzo e l’uso dello svapo potrebbe essere effettivamente ridotto da un aumento dei prezzi o da una maggiore tassazione.
Ma tale politica spingerebbe molti vapers a consumare nuovamente sigarette danneggiando la salute pubblica e aumentando l’incidenza del cancro.
Ultimo ma non meno importante aspetto –
ancora dalla Sigla – il Ministero della Salute portoghese prevede di promuovere la cessazione del fumo, ma non menziona come lo svapo sia il metodo di cessazione dal fumo di maggior successo.
Rispetto ad altre terapie sostitutive della nicotina, lo svapo è quasi il doppio più efficace.
Il Portogallo –
la conclusione – dovrebbe seguire le politiche dell’Inghilterra e abbracciare ufficialmente lo svapo come strumento per smettere di fumare”.