“La sigaretta elettronica aiuta a smettere di fumare: perchè combatterla?”

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La domanda è semplice-semplice.
Ma di quelle ficcanti ed efficaci.
Perchè stiamo facendo la guerra alle sigarette elettroniche se quest’ultime aiutano le persone a smettere di fumare?
E’ il quesito che si pone e pone il dottor Garrett McGovern, medico irlandese in prima linea a tutela della causa del minor danno da fumo.
Le parole del professionista vengono in un momento alquanto delicato per le strategie anti-tabacco irlandesi: Dublino, infatti, valuta di eliminare dal mercato gli aromi del vaping in quanto ritenuti “rei” di attirare i giovani verso lo svapo.
E, secondo un teorema tutt’altro che dimostrato, svapo oggi significherebbe fumo domani.
“In Irlanda, ci sono circa 200.000 persone che usano le sigarette elettroniche – commenta McGovern – Quasi tutti sono fumatori o ex fumatori che stanno cercando di smettere.
Lo svapo è uno strumento per smettere di fumare ed è circa due volte più efficace di qualsiasi altro strumento, inclusa la terapia sostitutiva della nicotina.
Il Royal College of Physicians UK ed il Public Health England stimano che lo svapo sia almeno nella misura del 95 percentuale più sicuro del fumo.
Nonostante queste statistiche convincenti, il Comitato misto ha distolto la sua attenzione dai fumatori e l’ha invece puntata sui giovani consumatori dello svapo.
Si stima che meno del 20% delle persone di età inferiore ai 18 anni abbia utilizzato sigarette elettroniche, ma la stragrande maggioranza le utilizza in modo irregolare o occasionale.

L’INTERROGATIVO DEL MEDICO IRLANDESE

Solo il 4% usa le e-cig regolarmente (cioè ogni giorno o quasi ogni giorno): ciò equivale a meno dell’1% della popolazione complessiva under 18.
Anche in coloro che svapano regolarmente – incalza il medico irlandese – sembrano esserci pochissime prove di danni significativi.
Nel mio lavoro, non sto ancora incontrando o trattando nessuno nella pratica clinica per una malattia correlata allo svapo.
Nè ho mai sentito parlare di un singolo caso di danno correlato allo svapo“.

Quindi la domanda.
La madre di tutte le domande.
“Perché stiamo conducendo una guerra contro le sigarette elettroniche atteso come esse stiano aiutando molti fumatori a sottrarsi al fumo, “fattore” che ridurrà la loro aspettativa di vita di 10-15 anni?”.
Gli interrogativi di cui sopra, in effetti, non sono solo quelli di McGovern ma di un’ampia fetta di scienza e di opinione pubblica che assiste incredula ad una insensata guerra.
Che prima ancora di rivolgersi alla “malattia” si rivolge contro quella che potrebbe essere una delle sue più efficaci medicine.