La ricerca anticancro inglese: si alla sigaretta elettronica

0

L’Europa matrigna continua ad allungare ombre sulla sigaretta elettronica.
L’ultimo rapporto Scheer consegnato alla Commissione di Bruxelles certifica, ancora una volta, come sia parziale e palesemente anti-svapo la veduta dell’Ue rispetto ai prodotti del vaping.
Ma cosa pensano gli studiosi delle e-cig?
Possono recare un reale beneficio a quanti decidano di sceglierle come soluzione in ottica di smoking cessation?
Sul punto si è espressa Linda Bauld del Cancer Research UK
“Abbiamo a disposizione degli studi sebbene siano ancora piuttosto piuttosto limitati.
Inoltre, non abbiamo ancora conoscenza sull’impatto che l’uso a lungo termine di questi dispositivi possa avere sulla salute.
Inoltre –
specifica ancora la Bauld – quando si parla di ricerca, il termine temporale di dieci anni non è particolarmente esteso”.
Fatta la premessa, la ricercatrice prosegue
Siamo, si, al cospetto di prodotti che sono ancora relativamente nuovi ma è stata condotta anche un’enorme quantità di ricerche”.
“Alcuni studi –
incalza la Bauld, pure docente presso l’Università di Edimburgo – hanno fatto riferimento a presunti effetti nocivi del vapore di sigaretta elettronica.
Tuttavia, questi studi vengono solitamente eseguiti su animali o cellule in ambiente di laboratorio, piuttosto che su esseri umani.
E le concentrazioni di vapore utilizzate in queste ricerche sono spesso molto più alte di quelle a cui le persone sarebbero esposte nella vita reale”.

Questo, come sottolinea la studiosa, determina, complice la cassa di risonanza dei social e dei media, il proliferare di notizie e di informazioni che sono assolutamente fuorvianti sulla sigaretta elettronica.
Ci sono molti messaggi contrastanti in fatto di svapo, con molti titoli che proclamano che la e-cig sia addirittura peggio del fumo.
Tuttavia, questo va precisato bene, la ricerca vera e seria mostra che lo svapo è molto meno dannoso del fumo”.

LINDA BAULD, STUDIOSA DEL CANCER RESEARCH UK

Inoltre, annota ancora l’esperta del Cancer Research UK, abbiamo una enorme quantità di ricerca che mostra come il tabacco sia estremamente dannoso.
Questo è il motivo per cui gli esperti possono essere confortati dal fatto che le sigarette elettroniche siano molto meno nocive del tabacco.
E ciò è ampiamente accettato dai ricercatori e dalle organizzazioni di Sanità pubblica.
Secondo Linda Bauld, ancora, “aiutare i fumatori a smettere è una priorità assoluta nella prevenzione del cancro.
Quindi, se le sigarette elettroniche possono aiutare le persone a smettere di fumare, i ricercatori sul cancro devono essere necessariamente interessati a questo aspetto”.
Una riflessione anche sull’ipotetico effetto gateway, ovvero quella peculiarità che sarebbe insita nella sigaretta elettronica di fare da apripista verso il fumo
“Si parla spesso di un effetto ponte, tuttavia, non ci sono prove reali della sua esistenza.
Sebbene la sperimentazione di sigarette elettroniche tra i giovani sia aumentata negli ultimi anni, lo svapo regolare tra i giovani nel Regno Unito rimane molto basso”
.
In definitiva, per chiudere.
Si constata come riflessioni talmente eminenti quali quella del Cancer Research UK siano state totalmente ignorate dagli esperti dello Scheer.
Ed allora il dubbio si pone legittimo: Europa viziata da preconcetti sullo svapo o, peggio, a difesa di altri interessi?