La (pseudo)epidemia Usa, 2051 i ricoverati

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Il bollettino di guerra sull’uso improprio delle sigarette elettroniche. E’ quello che diramano, aggiornato a ieri, 7 Novembre 2019, i “Centers for disease control and prevention”.

Negli Stati Uniti, infatti, dall’inizio di questa epidemia – che, di fatto, riguarda l’uso di droghe attraverso il veicolo (non conforme) della sigaretta elettronica – come rendono noto dal Cdc, si sono avuti 2.051 casi confermati di lesioni polmonari. Molto esteso il bacino degli utenti considerandosi come tali casi siano distribuiti su una base di 49 Stati, praticamente tutti quelli “stars and stripes”, fatta eccezione per l’Alaska.

Quanto alle persone decedute, le stesse sono quantizzate in 39 unità riconducibili a 24 Atati ed al Distretto di Columbia. In testa alla particolare classifica California, Georgia, Illinois, Indiana e Minnesota con tre decessi a testa seguiti da Kansas, Massachusetts, Oregon e Tennessee con due vittime cadauni. Quindi, con un unico evento fatale, Alabama, Connecticut, Delaware, Distretto di Columbia, Florida, Michigan, , Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, New Jersey, New York, Pennsylvania, Texas, Utah e Virginia.

LA VITTIMA PIU’ GIOVANE AVEVA 75 ANNI

Quanto all’età media dei pazienti deceduti, la stessa è pari a 53 anni con il più giovane ed il più anziano di rispettivamente 17 e 75 anni di età. La forzatura, in tutta questa vicenda, in ogni caso, è quella di continuare ad enfatizzare la relazione tra decessi e sigaretta elettronica. Il 92% di quanti finiti in un letto di ospedale per patologie da lesioni polmonari aveva ammesso di aver svapato Thc, che è droga, ovvero olio di cannabis (liquidi illegali che, ovviamente, non rientrano tra quelli in commercio come elemento da svapare).

Ed è altamente probabile che la restante parte, in toto o in un’abbondante sezione, abbia negato di aver fatto uso della particolare droga, specie i più giovani, per ovvio timore del rimprovero dei genitori e per le annesse conseguenze con la Polizia. Ma, si ripete, siamo al cospetto di una forzatura. Il problema, infatti, sarebbe tutto da ricondurre alla sfera dell’uso di droga: che essa, poi, “entri” nel corpo umano tramite pasticche, svapo, “canne” o siringa non muta molto la sostanza del problema. Che è quello di contrastare il traffico ed il consumo degli stupefacenti. Perchè quindi la campagna contro la e-cig, che è solo uno strumento? Abbiamo forse mai assistito ad una campagna contro le siringhe?