La piccola azienda di svapo vince in Tribunale contro Hugo Boss

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Un po’ come la storia di Davide, il piccoletto, che vince contro Golia, il gigante.
E’ la storia (giudiziaria) sviluppatasi tra Flavor Boss, piccolo produttore a conduzione familiare di liquidi per sigarette elettroniche, ed il colosso della moda Hugo Boss.
Ebbene si, proprio il marchio tedesco. Affermatissimo leader nel settore moda con un fatturato 2012, ultimo dato disponibile, pare a qualcosina come 2.300 miliardi di euro.

Ebbene, i piccoletti di Flavor possono vantare di aver vinto in tribunale con il super titano tedesco.
Ma quale era l’oggetto della contesa?
Tutto inizia nel 2017 quando sulle scrivanie dell’azienda di e-cig giunge una lettera da parte del colosso della moda che fa invito, in parole povere, a cambiare sia il nome dell’azienda sia quello del prodotto di punta, ovvero “Boss shot”.
Perchè? Con tutta evidenza, quelli di Hugo Boss ritenevano che il marchio di e-cig avesse usato la terminologia “boss”, nella sua nomenclatura, per creare una sorta di “omonimia” da sfruttare a fini di ritorno commerciale.

Ovviamente, quelli di Flavor non si sono lasciati intimorire resistendo alla richiesta e affrontando un giudizio, protrattosi per ben quattro anni, che, però, li ha visti uscire vincitori.

“BATTAGLIA LUNGA ED INSIDIOSA”

Il Ceo Rob Hackin ad annunciarlo “È stata una battaglia lunga e insidiosa, ma siamo lieti di annunciare che abbiamo ricevuto la conferma di come la seconda Commissione di ricorso dell’Euipo abbia respinto entrambi i ricorsi di Hugo Boss nei procedimenti di opposizione dell’Ue”.

Flavor Boss, quindi, potrà continuare a chiamarsi in tal modo. Stesso discorso per il suo prodotto di punta. Non è la prima volta, tuttavia, che Hugo Boss si avventura in dispute giudiziarie che prendono di mira, molto semplicemente, aziende che, nate dopo il deposito del “marchio” Hugo Boss, rechino nella loro dicitura, appunto, il riferimento “boss”.
Un’altra “querelle”, infatti, è quella che si ebbe con azienda produttrice di birre, ovvero la “Boss Brewing”. In questo caso, però, i “piccoli” hanno ceduto alle pressioni dei grandi cambiando il nome del marchio