La nicotina non provoca il cancro: lo dice anche il Cancer Research UK

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La nicotina non provoca il cancro.
La nicotina non è cancerogena.
Tra i vari miti da sfatare, al fine di costruire un discorso sincero in chiave di smoking cessation, vi è proprio quello relativo al ruolo della nicotina.
Che, differentemente dal comune credere, è sostanza assolutamente innocente in relazione al rischio di determinare tumori.
La sostanza, questo si, crea dipendenza, è quella che lega nel tempo il fumatore alla sigaretta.
Ma è la combustione del tabacco a liberare le sostanze che sono poi responsabili del cancro.

DIPENDENZA MA NON RUOLO IN ONCOGENESI

Quindi: è vero che la nicotina determina la tipica assuefazione da bionde ma è anche vero che essa con le patologie oncologiche non ha nulla, ma proprio nulla a che vedere.
Eppure, la credenza è consolidata anche nel mondo degli operatori della scienza: non è cosa rara, infatti, imbattersi anche in medici che addebitano sulla sostanza colpe che, di fatto, non le appartengono.
La nicotina, in effetti, non è classificata come cancerogena neppure nelle fonti normative Ue.
I regolamenti in vigore dal 2006, infatti, supervisionati dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche, classificano le sostanze in base alla loro cancerogenicità. E la nicotina non è classificata come tale, né una siffatta classificazione è mai stata proposta da alcuno.
L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, nota come Iarc, diramazione dell’Organizzazione mondiale Sanità, è chiara nell’affermare come la nicotina non provochi patologie tumorali, affermando piuttosto, come prima detto, che l’effetto sia quello di “creare dipendenza da tabacco”.

L’ASSOLUZIONE DEGLI INGLESI

Di conseguenza, questo si, “le persone che ne sono dipendenti hanno maggiori probabilità di continuare ad esporsi agli agenti cancerogeni del tabacco combusto”.
Lo stesso Cancer Research UK ribadisce uguali concetti precisando Come i prodotti per lo svapo “solitamente contengono nicotina, che crea dipendenza ma non provoca il cancro”.
Questo, quindi, per far comprendere come anche gli e-liquid che la hanno tra le componenti siano assolutamente innocenti, quanto meno rispetto ad un discorso di oncogenesi.
Anche perchè, al limite, il problema, comunque insito in altre sostanze, è e resta quello che vive nella combustione.
E noi sappiamo bene come questo processo sia estraneo allo svapare.