La lettera di sedici medici francesi “La sigaretta elettronica è la soluzione al fumo”

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Un parallelismo tra no-vax e anti-svapo.
E’ quello che pongono in essere sedici medici, ricercatori e docenti universitari francesi che hanno chiesto al Governo, attraverso una lettera aperta, di sostenere in modo ancora più convinto e tenace l’opzione rappresentata dallo svapo.
A darne notizia, attraverso i propri canali, è Ieva – l’Indipendent european Vape Alliance.
“Sulle sigarette elettroniche, il Consiglio superiore della Sanità pubblica ha una posizione “antivape” con argomentazioni antivax”, esordisce la nota richiamando un intervento dello scorso anno, a firma appunto del menzionato Consiglio superiore, che era attestato su posizioni alquanto critiche rispetto alla sigaretta elettronica.
Nel passaggio, i sedici sottoscrittori, come prima detto, vedono analogie tra l’epidemia del tabacco e la pandemia da Coronavirus con particolar riguardo all’atteggiamento che molti hanno nel porsi rispetto all’una ed all’altra.

“SONO COME I NO VAX”

Se contro il Covid è a disposizione l’arma del vaccino, boicottato da quanti ritengono che esso (il vaccino) sia sconosciuto negli effetti a lungo termine, medesimo discorso potrebbe farsi – osservano – con riguardo al tabagismo, che dispone di un antidoto, quale la sigaretta elettronica, che analogamente viene boicottato dal momento che, anche in questo caso, “non sono noti gli effetti nel lungo periodo”.
I no vax e i no svapo, di conseguenza, preferiscono assumersi i rischi collegati, rispettivamente, alla malattia ed al fumo.
Fumo che nella sola Francia causa circa 75.000 decessi all’anno.
Alla luce di questi numeri, bisogna fare di tutto per trovare modi efficaci per ridurre i tassi di fumo. Un mezzo collaudato sarebbe la sigaretta elettronica.
Tuttavia, gli oppositori dello svapo spesso negano il potenziale di salute pubblica di alternative a rischio ridotto.
E il loro ragionamento ricorda le argomentazioni degli anti-vax”.

“TROPPI FALLIMENTI CON TERAPIEA SOSTITUTIVE DELLA NICOTINA”

Una riflessione viene posta in essere anche con riguardo alla classiche alternative.
Alcune grandi organizzazioni sanitarie ritengono che la “classica” cessazione dalla nicotina, attraverso i prodotti medici, sia il modo migliore per smettere di fumare.
Gli autori della nota, invece, non concordano e sottolineano gli alti tassi di recidiva (fino al 70-80 percentuale per quanti fanno uso di prodotti sostitutivi della nicotina) evidenziando “Dovremmo quindi lasciare che queste persone continuino a fumare tabacco o dovremmo, ragionevolmente, suggerire loro di provare le sigarette elettroniche?”.
“I medici, ma anche tutti i caregiver coinvolti nella gestione della dipendenza da tabacco (infermieri, farmacisti, fisioterapisti, ecc.), dovrebbero consigliare l’uso di questo nuovo approccio di riduzione del rischio ai pazienti, in particolare a coloro che non vogliono o non vogliono più utilizzare prodotti sostitutivi”.