Khayat e Harper, due oncologi dicono si alla sigaretta elettronica

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Sono d’accordo con l’Organizzazione mondiale Sanità quando dice che è presto per valutare in modo chiaro l’impatto dell’uso delle e-cig nel lungo periodo, ed è altresì vero che non possiamo dire in assoluto che le sigarette elettroniche o i prodotti a tabacco riscaldato siano sicure. Si sa, però, che producono meno sostanze tossiche delle sigarette classiche e in oncologia l’effetto dose è importante”.

Così il professor David Khayat, ex direttore dell’Institut National Du Cancer, a Quotidiano Sanità, all’indomani della Conferenza internazionale sulla “Riduzione del Danno nelle Malattie Non Trasmissibili”, approfondimento sviluppatosi, a cavallo tra il 2 ed il 3 Febbraio, a Parigi.

“Quando un dispositivo libera il 90% in meno di composti cancerogeni – prosegue ancora l’esperto – esso rappresenta una migliore alternativa, rispetto alle sigarette, per le persone che non smettono di fumare”.

Un oncologo di fama internazionale, quindi, spezza una lancia a favore della sigaretta elettronica. Lo fa con equilibrio, non potendo assicurare – come lo stesso afferma – che, sulla base delle conoscenze attuali, essa possa rappresentare il bene assoluto. Ma, questo è certo, un male sicuramente minore rispetto al fumo classico.

A fare da eco alle parole di Khayat, giungono quelle di Peter Harper, ex Direttore di Oncologia al Guy’s, King’s and St Thomas Hospital di Londra

HARPER “OSSERVAZIONI OMS PARZIALI”

“Le raccomandazioni dell’Oms – fa presente Harper sempre a “Quotidiano Sanità” – non prendono in considerazione le evidenze scientifiche ad oggi disponibili su questi prodotti”. “La Food and Drug Administration (Fda) ha passato tre anni a studiare i dispositivi a tabacco riscaldato – insiste il professionista – ed è giunta alla conclusione che, per quanto non si conoscano i rischi di sviluppo di patologie nei lunghi tempi, le prove suggeriscono che le persone che passano dalla sigarette al tabacco riscaldato siano esposte ad una quantità ridotta di sostanze tossiche, e questo potrebbe condurre ad un minore rischio di sviluppare patologie correlate al tabacco”.