Juul Labs si autocensura: stretta sulla pubblicità

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Juul Labs si autocensura. E dopo essersi “piegato” alle pressioni degli Organi di controllo ritirando dagli scaffali i liquidi aventi aromi diversi dal tabacco-menta-mentolo, “accoglie” una nuova restrizione riguardante il settore pubblicitario. Ed anche in questo caso si tratta di una sorta di auto-limitazione dal momento che il provvedimento, sollecitato dal Center for Environmental Health, non aveva forza impositiva ma solo, per così dire, persuasiva. Ugualmente, però, venendo fatto proprio dall’azienda ad esito di quello che è stato un vero e proprio accordo stipulato tra le parti.

In base a tale accordo, per iniziare, Juul Labs andrà a prevedere delle restrizioni nel marketing rivolto agli adolescenti. In primo luogo, sarà fortemente limitata la pubblicità sui social media, “amo” dove facilmente possono abboccare i giovanissimi. Ma, questa, non è poi gran novità dal momento che Juul Labs si è autodisciplinata, rispetto a questo aspetto, da circa un anno. Parimenti, il colosso guidato da Crosthwaite, sempre in base agli accordi conclusi con il “Ceh”, non potrà pubblicizzare, in alcuna forma, i propri prodotti a meno di 300 metri da scuole, campi da gioco e punti di aggregazione, in generale, dei giovani.

Altra precauzione andrà a prevedere anche che l’azienda non si affidi a modelli, per reclamizzare i propri prodotti, di età inferiore ai 28 anni. Similmente sarà stretta su eventi sportivi e concerti che non potranno essere sponsorizzati o pubblicizzati. In più, il team social che opera per sviluppare l’immagine di Juul Labs sui social ha dato vita ad una specifica e dedicata task force che dovrà operare nell’ottica di raccogliere segnalazioni di contenuti inappropriati sui vari Instagram, Twitter e Facebook.

MA L’ATTEGGIAMENTO DI JUUL LABS NON PIACE AL SETTORE

Al di la dell’opportunità di questi provvedimenti – che mirano a limitare, e ci può stare, la “pubblicità” dei prodotti in questione agli adolescenti – si conferma un atteggiamento di Juul Labs che, nell’ambiente del vaping, viene ritenuto troppo morbido ed accondiscendente rispetto alle indicazioni che stanno venendo dagli Organi di controllo o presunti tali. Una posizione che si ritiene possa indebolire il settore in questo momento di forti e continui attacchi che giungono sul groppone della sigaretta elettronica