Juul Labs ritirata dal mercato Usa: la decisione ad ore

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La Food and Drug Administration sta per ordinare il ritiro dal mercato statunitense di Juul Labs.
E’ questa l’ “ultimissima” che stanno battendo le principali agenzie di stampa mondiali nel rilanciare l’indiscrezione che arriva direttamente dal quotatissimo Wall Street Journal.
La decisione dell’Agenzia di controllo potrebbe arrivare già nella giornata odierna e si porrebbe come un colpo mortifero per gli equilibri già molto precari che da tempo contraddistinguono la realtà nata nel 2015 e guidata dal Ceo K.C. Crosthwaite.
Il motivo del drastico provvedimento vivrebbe nel marketing che l’azienda avrebbe rivolto, in passato, in una modalità che sarebbe stata miratamente rivolta ai minorenni.

LE CONDANNE DEI VARI TRIBUNALI

Già da almeno quattro anni, infatti, sempre per tali motivazioni, il gruppo era attenzionato in modo stretto dalla Fda – Ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute e dei Servizi umani Usa.
E sempre in ragione del marketing troppo spregiudicato, come detto tarato sul target dei minori, Juul Labs aveva patito diverse stangate dai tribunali che – dietro denunce venute da consumatori, Istituti scolastici e Stati federati – avevano elevato pesanti condanne a suo danno.
Ammonta ad oltre 150 milioni di dollari il complessivo delle condanne pecuniarie elevate con ulteriori che sono ancora in itinere e che, nelle prossime settimane o nei prossimi mesi, potrebbero arrivare a sentenza.
Juul Labs, da parte sua, aveva fiutato l’alto rischio che stava correndo e, ammesso l’errore, aveva invertito la rotta anche nel tentativo di ricostruirsi un’immagine al cospetto dei consumatori.

NEL 2019 JUUL AVEVA RITIRATO GLI AROMI DOLCI DALLA PRODUZIONE

Allo scopo, quindi, nel 2019 si era auto-censurata togliendo dalla produzione i liquidi dagli aromi dolci e fruttati – quelli che, a detta dell’accusa – sarebbero più appetiti ai giovani tentando di sopravvivere, per così dire, con le sole sigarette elettroniche aromatizzate al tabacco.
Un tentativo estremo di salvare il salvabile, pagato a caro prezzo.
Il fatturato è crollato, inevitabilmente, lasciando pista libera ai diretti concorrenti quali Reynolds e Njoy.
Si sperava, però, da parte del team di K.C. Crosthwaite, che questa auto-limitazione, che questo atteggiamento remissivo e di ammissione di responsabilità potesse essere sufficiente per evitare guai peggiori.
Che, però, paiono essere ormai non scongiurabili.