Juul Labs, addio Germania

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Jull Labs batte in ritirata dalla Germania.
L’azienda Usa, infatti, si accinge a chiudere la propria filiale in terra teutonica.
Si tratta, di fatto, di un nuovo step nel processo di ridimensionamento che la realtà produttiva sta ponendo in essere su scala globale e, in particolare, nel territorio europeo.
Con chiusure già avutesi in Austria e prossime in Svizzera.
Quanto alla Germania, l’ultimo stabilimento, restato con dodici unità di personale, è stato dismesso ad esito di mesi caratterizzati da continui licenziamenti.
Chiudere per sopravvivere, in buona sostanza.
“In questo modo – hanno commentato dai vertici di “Juul Labs” – si può investire in ricerca, sviluppo e prodotti futuri nei mercati principali”.
La filiale di Amburgo sarà completamente smobilitata entro la fine dell’anno con i consumatori che potranno fruire delle rimanenze di magazzino fino ad esaurimento.
Già da qualche settimana, del resto, Juul Labs aveva dovuto interrompere le spedizioni in Germania dal momento che i pacchi difettavano di requisiti in termini di antiriciclaggio.

LA CHIUSURA SI INQUADRA NEL RIDIMENSIONAMENTO COMPLESSIVO DELL’AZIENDA

Queste le ragioni “particolari” emerse nella realtà tedesca e che hanno portato a chiudere lo stabilimento germanico.
La realtà, tuttavia, va inquadrata in un discorso più ampio di crescente difficoltà in cui si è trovata a ricadere l’azienda Usa. E, nello specifico, nel terremoto giudiziario che l’ha vista coinvolta.
Istituzioni dei Governi locali ma anche del mondo scolastico, infatti, hanno mosso iniziative di marketing contro Juul Labs contestando ad essa di avere subdolamente rivolto molti dei suoi prodotti alla fascia degli “under”.
Ovvero quella che, come da norma, non può svapare.
Secondo, invece, le contestazioni piovute in capo all’azienda guidata dal Ceo K.C. Crosthwaite, quest’ultima avrebbe fatto ricorso a forme di marketing nel preciso intento di catturare una clientela giovane.
Campagne social, soggetti utilizzati sulle etichette dei prodotti. Tutto, a detta degli “accusatori” – in Usa sono molto forti le associazioni a tutela del consumatori – nell’unico obiettivo di “sedurre” i ragazzini tentando di avvicinarli al mondo dello svapo.
Una attività che è stata pesantemente sanzionata, in sede giudiziaria, senza che Juul Labs tentasse una sorta qualsiasi di reazione, consapevole, probabilmente, di essere dalla parte del torto.
Le pesantissime condanne e le relative sanzioni, tuttavia, hanno portato Jull Labs a dover ridimensionare il progetto aziendale e, in tale discorso, è da leggere, appunto, anche la fine corsa della sede tedesca.