Juul, crollo delle entrate: -23% nel primo trimestre 2022

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Il crollo nei ricavi è verticale.
E, del resto, difficilmente avrebbe potuto essere diversamente.
Il primo trimestre 2022, terminato il 31 Marzo, ha segnato per Juul Labs, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una caduta che è netta.
Un meno 23 percentuale che conferma il momento drammatico che sta vivendo il gruppo che, dal mese di settembre del 2019, è guidato dal Ceo K.C. Crosthwaite.
Nei primi tre mesi dell’anno precedente, nel dettaglio, l’azienda di San Francisco ha incassato 259 milioni di dollari.
“Mentre continuiamo ad operare nel mercato e ad affrontare il processo di revisione preteso dalla Food and Drug Administration – commenta un portavoce dell’azienda – siamo nelle prime fasi di un sondaggio rispetto alla possibilità di sposare una varietà di opzioni, comprese varie potenziali alternative di finanziamento.
Ciò per proteggere la nostra attività e affrontare l’impatto dell’ordine ora sospeso della Fda che ci consente di poter continuare ad offrire i nostri prodotti ai consumatori adulti che hanno o stanno cercando di abbandonare le sigarette tradizionali”.

STANGATA NEI TRIBUNALI

Le stangate dai Tribunali, si ricorda, hanno inaugurato nell’ultimo biennio il momento più nero di Juul: l’accusa mossa all’azienda produttrice di e-cig quella di aver posto in essere un marketing aggressivo e miratamente indirizzato ai più giovani.
Diverse Procure statali ma anche Enti singoli, come le Istituzioni scolastiche, hanno intrapreso iniziative giudiziarie tutte puntualmente conclusesi con condanna a carico di Juul e relative ammende – ad oggi complessivamente ammontanti a circa 150 milioni di dollari.
E pensare che da subito Juul, fiutata la corrente contraria, aveva ammesso le sue colpe e messo sul piatto la sua redenzione, anche nell’ottica di recuperare un’immagine aziendale pesantemente compromessa agli occhi dell’opinione pubblica.
Ma tanto non era bastato.
Le “aggressioni” giudiziarie sono proseguite senza soluzione di continuità fino alla sospensione delle vendite in Usa, come da decisione della Fda.
Un provvedimento ad oggi congelato in attesa che, però, si arrivi ad un Giudizio di merito.