Ipotesi nuova tassa su sigaretta elettronica, Salvini attacca Grillo

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foto espresso repubblica

Lo spauracchio di una nuova tassa sulle sigarette elettroniche si materializza nelle parole di Matteo Salvini. Il leader della Lega è andato già duro sul Movimento Cinque Stelle. E, in particolare, su Beppe Grillo che, a detta dello stesso, starebbe spingendo per una stangata al settore svapo.

“Il Governo non riesce a smettere: dopo le tasse su plastica, merendine o auto aziendali adesso pensa di stangare perfino le sigarette elettroniche, come suggerito da Grillo”. Così Salvini come riporta Adnkronos. “Chi cerca di togliersi il vizio del fumo andrebbe aiutato, come accade in Inghilterra, non bastonato! Governo e maggioranza di incapaci e pericolosi, mettono a rischio altre migliaia di posti di lavoro” ha quindi proseguito e concluso l’ex Ministro degli Interni.

Le parole del leader leghista vengono a pochi giorni da un intervento registratosi sul blog di Beppe Grillo, precisamente del 12 novembre, intitolato “Il pericolo delle sigarette elettroniche”. Una riflessione che non è certo etichettabile come pro-svapo e che, in ordine sparso, contiene considerazioni come questa. “L’esistenza delle sigarette elettroniche potrebbe aver creato un’intera generazione di giovani dipendenti dalla nicotina; O come questa “I giovani che usano il tabacco sviluppano depressione e ansia da giovani o da adulti”; O quest’altra “La dipendenza dalla nicotina delle e-cig potrebbe condurli ad altre dipendenze e problemi mentali”. O quest’altra ancora “Molti giovani pensano di produrre vapore acqueo e quindi che non faccia male usarle. Questo non potrebbe essere più falso”.

OCCHI PUNTATI SULLA CAMERA: EMENDAMENTO IN PREPARAZIONE?

Salvini, questa la sensazione, non la butta li a caso. Il sospetto abbastanza fondato è che il medesimo abbia elementi significativi rispetto a qualche assalto che il Movimento Cinque Stelle si starebbe apprestando a lanciare al settore svapo sotto forma di emendamento alla legge di Bilancio. E se quelli al Senato sono, come noto, già stati depositati, non resta che guardare alla Camera dei Deputati come possibile “teatro” di assalto alla diligenza. Un deputato del Movimento Cinque Stelle, intanto, direttamente contattato dalla nostra testata, esclude che, ora come ora, vi siano ipotesi in tal senso. Ma quella di Salvini pare avere tutto il sapore di una importante “dritta”.