Inghilterra, obiettivo 2030: addio fumo

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Inghilterra, obiettivo 2030: addio fumo
Inghilterra, obiettivo 2030: addio fumo

Il Regno Unito sta vincendo, a colpi di sigarette elettroniche, la sua battaglia contro il fumo. Ma questo non a tutti strappa quelli che dovrebbero essere sacrosanti applausi.

E’ il caso di Charlotta Pisinger, presidente del Comitato per il controllo del tabacco della “European Respiratory Society”, associazione no-lucro con uffici a Losanna, Bruxelles e Sheffield. Nel mirino della ricercatrice, in particolare, la presenza forte sul mercato inglese di liquidi al gusto extra tabacco.

Gli aromi delle sigarette attirano i giovani a fumare. Le sigarette dovrebbero avere il sapore delle sigarette e non quello delle caramelle. Tutto questo può attirare i bambini”. Il ricorso ai “sapori”, come da lamentela della Pisinger, è uno dei cavalli di battaglia del mercato delle sigarette elettroniche anglosossane. Ciò con la convinta benedizione della “Public Health England”, Organo sanitario del Regno Unito, secondo il quale gli “aromi” riuscirebbero a sedurre molti fumatori classici riuscendo nell’impresa di strapparli al vizio del fumo. Un effetto seduzione che perderebbe forza nel momento in cui la sigaretta elettronica venisse impoverita dell’opzione “saporita”.

Inoltre, dati alla mano, non pare nemmeno sussistere – come invece paventava la Pinsinger – il rischio che gli adolescenti si facciano ammaliare da questi aromi fruttati. Anzi, come da dati Ash, il numero degli under 18 che ha tentato l’approccio con lo svapo è sceso nel Regno Unito, nell’anno 2019, a livelli più bassi dal 2016.

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Di pari passo, invece, crollano i numeri del fumo. Come snocciolato dall’Ufficio per le statistiche nazionali, nel 2018 400.000 inglesi hanno smesso di fumare relegando i fumatori al 14,9% della popolazione (erano il 15,5% nel 2016 ed il 19,8% nel 2011). Tra cinque anni l’ipotesi statistica è che solo un inglese su 10 fumerà e, nel 2030, si potrebbe addirittura “sognare”, con questo trend, un Paese “no-smoke”. In tutto questo discorso, l’e-cig pare averci messo decisamente lo zampino.

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