In Giappone il riscaldato costerà più delle bionde. Bat “Aumentare tasse sigarette”

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Il produttore di sigarette che chiede al Governo di aumentare le tasse sulle sigarette.
Ebbene si, proprio così.
Accade in Giappone dove British American Tobacco, seconda più importante struttura al mondo nella sua categoria, ha chiesto ufficialmente ai legislatori di andarci con la mano pesante in vista della riforma fiscale che sarà varata ed andrà in vigore nel 2022. –
In base alle intenzioni attuali del legislatore, il rincaro fiscale si abbatterebbe pesantemente sul tabacco riscaldato “salvando” le bionde tradizionali.
Una riforma che farebbe del riscaldato un prodotto più costoso delle bionde.
Perchè Bat, quindi, che lega i suoi natali proprio alle sigarette classiche va contro i suoi interessi?
Solo apparenza, in realtà non lo fa.

IL NUOVO INVESTIMENTO E’ IL RISCALDATO

Bat – al di la di ragionamenti “etici” che pure verranno fatti – guarda lungo, secondo logiche di business, a quello che è il vero investimento in ottica futura.
Come noto, infatti, il colosso guidato dal Ceo Jack Bowles punta forte sulle alternative.
E se le sigarette erano state il primo grande amore, come detto, gli stessi super manager sanno bene che il futuro risponde al nome delle alternative. E, proprio su quest’ultime, si stanno concentrando i grandi sforzi di programmazione presenti e futuri.
Il timore, quindi, è che i citati rincari fiscali, se limitati solo al “riscaldato”, finirebbero per penalizzare gli interessi aziendali. Rischiando così di “spingere” la clientela verso la “vecchia” sigaretta a combustione.

NEGLI ULTIMI DODICI MESI CROLLATI CONSUMI BIONDE

Gli ultimi dati nipponici, intanto, sul consumo di tradizionali dicono che nell’anno tributario 2020 (conclusosi nel mese di Marzo di quest’anno) vi sia stato un calo nel consumo di classiche stimato nella misura dell’11 percentuale rispetto al periodo immediatamente precedente.
Una discesa verticale maturata da un anno all’altro.
Secondo fonti del Governo, tale flessione sarebbe stata causata dalle limitazioni nella circolazione delle persone imposte dal Coronavirus, tra un lockdown ed un altro; Secondo, invece, i sostenitori delle alternative, questa drastica discesa sarebbe da ricondurre proprio ai prodotti a minor danno.