Imposte liquidi inalazione, primo semestre 2021: maggiori entrate per lo Stato

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L’entrate statali connesse alle imposte legate ai liquidi da inalazione sembrano essere in decisivo plus rispetto all’anno precedente.
Lo rende noto un comunicato dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che riferisce come, rispetto ai 16 milioni dell’intero 2020, nel primo semestre 2021 si registrano già entrate per 11 milioni.
Una prospettiva che, quindi, appare essere in segno decisamente migliorativo.
Merito, secondo Adm, sarebbe delle “misure introdotte” per contrastare l’evasione.
Di seguito il testo integrale della nota.

LA NOTA DI ADM

Roma, 24 agosto 2021 – Un’insegna recante lo stemma dello stato italiano e il logo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli fuori agli esercizi di vendita di prodotti da inalazione e sigarette elettroniche.
A prevederla è una determinazione direttoriale di Adm, la n. 92923 RU del 29
Marzo 2021, che dispone alcune iniziative volte a un più ampio progetto di razionalizzazione
del settore dei prodotti da fumo e di omogeneizzazione dei profili normativi con quelli
attualmente vigenti per i tabacchi lavorati, con particolare riferimento all’imposizione fiscale
nonché alle attività di gestione, monitoraggio e vigilanza dei soggetti coinvolti nella
distribuzione e nella vendita.
L’insegna rappresenta lo strumento che con più immediatezza e con maggiore efficacia
consente al consumatore non solo di distinguere la rete legale dalla rete illegale, ma altresì
all’esercizio di potersi distinguere rispetto agli esercizi consimili che tuttavia non hanno
richiesto l’autorizzazione alla vendita.

INSEGNA COME STRUMENTO DI CONTROLLO

L’insegna è anche un efficace strumento di controllo atteso che il numero ordinale, univocamente associato in via esclusiva all’esercizio autorizzato, consente alla stessa Agenzia di mappare l’intera rete, e quindi poter effettuare controlli mirati, anche in orari di chiusura degli esercizi.
Pertanto, i soggetti autorizzati a vendere liquidi da inalazione e sigarette elettroniche, ad
eccezione di farmacie e parafarmacie (ovvero gli esercizi di vicinato autorizzati, che in Italia sono circa duemila), devono obbligatoriamente esporre l’insegna recante il numero
d’assegnazione, lo stemma dello Stato e il simbolo di Adm.
Sempre con determinazione direttoriale sono stati stabiliti, per gli esercizi di vicinato, le
farmacie e le parafarmacie, le modalità e i requisiti per l’autorizzazione alla vendita e per
l’approvvigionamento dei prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze
liquide secondo i criteri di prevalenza, per gli esercizi di vicinato, dell’attività di vendita di tali prodotti rispetto agli altri beni ceduti e servizi prestati; a ciò si aggiunge l’obbligo di garantire il rispetto del divieto di vendita ai minori, il divieto di discriminazione tra i canali di approvvigionamento, nonché la necessaria presenza nel titolare dei medesimi requisiti soggettivi previsti per le rivendite generi di monopolio.
Nel pacchetto di norme propugnato da Adm, ai fini di deterrenza, vi è anche il potere di oscuramento dei siti internet che offrono prodotti liquidi da inalazione senza le prescritte
autorizzazioni.
Dalle attività ordinariamente condotte dall’Agenzia per la repressione degli illeciti e la lotta ai marchi falsificati e prodotti contraffatti emerge, specie nei settori ad alta
lucratività, la notevole incidenza di fenomeni caratterizzati da rilevanti profili di rischio
economico-sociale, connotati da un’intrinseca pericolosità, dovuta non soltanto alle
implicazioni dannose sul mercato lecito e la fiscalità, ma anche alla loro non infrequente
nocività per la salute umana e l’ambiente.

IL BENEFICIO PER LE CASSE STATALI

La previsione di meccanismi di avvertenza sui confezionamenti e di contrassegni di
legittimazione è invece destinata a scoraggiare il commercio illecito di tali prodotti permettendo controlli mirati e maggiore facilità nell’identificazione dei prodotti di provenienza illecita, prevedendo inoltre una sanzione idonea ai comportamenti della specie.
Al fine di una comprensione della dinamica del fenomeno, per i liquidi da inalazione l’imposta dichiarata nel 2020 è di circa 16 mln/€ annui, mentre nel primo semestre 2021 ammonta a circa 11 milioni di euro.
In tale settore, le misure introdotte si stimano poter consentire un notevole recupero di
evasione su base annua, cui si aggiunge il possibile recupero dell’imposta di consumo derivante da controllo del traffico transfrontaliero, grazie alle misure approvate ed a quelle proposte da Adm anche nel settore dei prodotti accessori”.