Il sessuologo apre alla riduzione del danno

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La riduzione del danno quale teoria “buona” per ogni ambito della scienza medica.
Cuore, polmoni, reni: qualsiasi organo ed apparato, in ispecie se affetto da specifica patologia, troverebbe chiaro ed immediato giovamento nel transito dalla sigaretta classica a quella elettronica.
Per questo motivo, a fronte di un soggetto che non riesce a smettere senza supporti, andrebbe proposta la e-cig: perchè ad un danno certo e letale, quale quello connesso alle bionde, si andrebbe a sostituire, come da attuali conoscenze, un “danno” stimabile come inferiore nella misura del 95 percentuale.
Un concetto che fa proprio Emmanuele Jannini, professore di Endocrinologia e Sessuologia medica all’Università Tor Vergata di Roma.
In un passaggio ad Adnkronos, il professionista – commentando il nefasto Europe’s Beating Cancer Plan – ha introdotto nel proprio ambito, appunto, il concetto di minor danno.
Ho recentemente pubblicato un articolo scientifico sul tema della riduzione del rischio, in particolare del fumo – esordisce il medesimo – Si dice che questo sia il peggior nemico della salute sessuale e riproduttiva, quindi da specialista dico che si deve assolutamente smettere.
Ma dobbiamo anche fare i conti con gli irriducibili che non smetterebbero mai di fumare e a loro dobbiamo proporre delle soluzioni come, ad esempio, una strategia di riduzione del rischio.
E’ un tema gigantesco dove si contrappongono due fronti opposti della medicina: da un parte i ‘talebani’ che vogliono mettere la testa sotto la sabbia e scotomizzare il fatto che ci sono persone che non cambiano lo stile di vite, dall’altra ci sono scienziati che con dati alla mano dicono la riduzione del rischio è una strategia che può aiutare.
Ovvero, è indubitabile che c’è la necessità di abolire la dipendenza dal tabacco, ma se non è possibile riduciamo il rischio”.

“COMMISSIONE EUROPEA DEVE CONFRONTARSI CON CHI HA PRODOTTO RISULTATI SCIENTIFICI”

I talebani, appunto, come acutamente li definisce Jannelli.
Quelli che, nel caso di specie, affermano che il fumatore debba smettere e basta.
Da 40 sigarette al giorno, magari, a zero.
Non ammettendosi compromessi, supporti.
Questo modello è stato già applicato agli alimenti – incalza Jannini ancora ai microfoni di Adnkronos – In molti prodotti è stato limitato l’impiego di zuccheri e grassi ma non è che sono stati eliminati dal giorno alla notte perché si è visto che era impossibile.
Così si può fare anche con i prodotti del tabacco”.

Il medico pone un termine di paragone quanto mai attuale.
Faccio un esempio legato con l’attualità pandemica contenuto in un articolo pubblicato da poco.
Sappiamo tutti che le mascherina oggi serve per la prevenzione dell’infezione da Covid, ma questo è un errore semantico.
L’unica strategia di prevenzione è stare a casa.
La strategia di prevenzione del Covid è l’immobilismo assoluto, ma questo non possiamo farlo perché la nostra vita è fatta di relazioni, ed ecco che usiamo la mascherina come un dispositivo che riduce il rischio.
Questo accade anche con l’uso di prodotti a base di tabacco riscaldato o con le bevande a più bassa quantità di alcol o, come ho detto prima, con cibi che contengono pochi grassi”
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“Sono d’accordo con quanto vuole fare la Commissione europea con il Piano per battere il cancro – si avvia a concludere il sessuologo – ma occorre che ci si confronti con chi ha prodotto dei risultati scientifici che dimostrano come usando la sigaretta elettronica o i dispositivi a tabacco riscaldato si riduce del 95% l’assunzione di sostanze tossiche.
Come sessuologo credo che questa sia la strategia da seguire”