Il medico del Centro anti fumo “Sigaretta elettronica meno cancerogena”

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Non solo Beatrice, non solo Polosa.
Fortunatamente la sigaretta elettronica non è vista da tutti, in ambito medico, come la fonte d’ogni male.
Anzi.
A fronte, infatti, delle posizioni critiche delle Istituzioni – dall’Oms all’Istituto Superiore di Sanità italiano, passando per l’Europa – vi sono professionisti sanitari che, effettivamente, si interrogano sulla validità dello strumento e-cig.
Che guardano al dato scientifico nella sua complessità, e non solo a quello che, per questioni di simpatie, è più vicino alle personali posizioni.
Che si pongono domande su una risorsa fortemente presente nel reale, che sta concretamente aiutando i pazienti nei percorsi di “smoking cessation”, ma non ancora benedetta dai piani alti.
E, sulla base di tali presupposti, il rischio di paradosso, di corto circuito interno è costantemente dietro l’angolo.
Ebbene si, perchè – da una parte – le posizioni degli Organi sanitari nazionali sono assolutamente di lontananza rispetto al cosmo svapo – abbiamo detto dell’Iss e, quindi, del Ministero della Salute.
Però, poi, vi è, dall’altra, la realtà di chi si misura con il paziente nella pratica clinica del quotidiano e che inizia a chiedere maggiori informazioni (e, probabilmente, maggiori aperture) alle Autorità – si pensi, al riguardo, alla recente uscita di Claudio Cricelli, Presidente della Società italiana Medici di Medicina generale e delle Cure primarie, che aveva affermato a chiare lettere come “sulle alternative in grado di diminuire il rischio derivante dal tabacco non servono ambiguità, ma informazioni, anche ai medici”.
Molto denso di significato anche l’intervento del dottore Giuliano Giucastro, Responsabile del Centro antifumo “Pintor” di Parma, afferente la locale Ausl.

MA NEI PERCORSI UFFICIALI IL VAPING E’ ANCORA ASSENTE

Questi, intervistato da ilparmense.net, ha fatto così presente
Dal mio punto di vista, l’utilizzo della sigaretta elettronica e delle sigarette a tabacco riscaldato, è privo di tutti quei prodotti cancerogeni che si sviluppano dalla combustione del tabacco e della carta.
In questi prodotti, quindi, non essendoci tale combustione non si è indotti ad inalare tali sostanze cancerogene, per cui si è portati a dedurre che questi strumenti siano meno nocivi delle sigarette, riducendo di conseguenza il rischio di sviluppare neoplasie. Tuttavia, sul fatto che sia una forma di fumo completamente innocua è ancora presto per pronunciarsi, perché gli studi non sono ancora riusciti a chiarirlo in via definitiva.
Anche perché l’inalazione di nicotina fa correre il rischio di mantenere una tossicodipendenza da tale sostanza”.

Non è un giudizio di condanna, non è una bocciatura quella che viene dal professionista sulla sigaretta elettronica.
Tutt’altro.
Il medesimo ammette la minore cancerogenicità.
Questi, però, nel fare riferimento agli strumenti di smoking cessation che vengono forniti ai pazienti in carico nel Centro antifumo parmense, non menziona lo svapo tra quelli in rosa.
Ma spiega
“Tra coloro che si rivolgono al Centro antifumo, a cui forniamo una terapia farmacologica di supporto, riesce a smettere il 35-40% dei fumatori.
Coloro che cercano di smettere con modalità “fai da te”, senza alcun tipo di aiuto, sono stimati intorno al 4%.
L’efficacia di una terapia, quindi, è circa dieci volte superiore ad altre metodologie”

Ebbene, deduciamo, con tutta evidenza, come il professionista guardi in modo possibilistico allo strumento delle e-cig e, come lui, probabilmente, lo fanno anche molti dei colleghi che operano all’interno dei 260 centri antifumo collegati al Sistema sanitario nazionale.
Se, però, il Sistema sanitario non contempla nei protocolli l’ipotesi vaping, i singoli medici-dipendenti non possono scavalcare la “gerarchia” ed attivare un percorso che non sia quello ufficiale.
Come più volte detto, in Italia la rivoluzione pro-svapo, nel senso di un’apertura verso lo svapo, può e deve nascere dal basso.
Vedremo fino a che punto le massime Istituzioni potranno resistere nel loro atteggiamento di chiusura